World Press Photo 2019: vince John Moore

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Lorenzo Tugnoli (vincitore anche del Premio Pulitzer per la fotografia) e Marco Gualazzini, gli italiani premiati.

La foto del 2019 che è valsa a John Moore il World Press Photo of the year ritrae Yanela, una bimba di due anni che si dispera mentre la madre viene perquisita alla frontiera tra Messico e Stati Uniti, a Mc Allen, in Texas, ed è stata scattata il 12 giugno del 2018.
Il riconoscimento al fotogiornalismo più prestigioso del mondo ha premiato per la categoria “foto singola” un lavoro che per Moore, rappresentato da Getty Images, è cominciato nel 2008, quando ha iniziato ad occuparsi di immigrazione e frontiere.
Pieter Ten Hoopen, svedese, ha vinto invece il World Press Photo Story of the year, novità di quest’anno, con il suo progetto sulla carovana dei migranti partita dall’Honduras nell’ottobre 2018 alla volta degli Usa.

Gli altri premiati

Diana Markosian, rappresentata da Magnum Photos, ha vinto nella sezione Contemporary Issues con la foto che ritrae le celebrazioni per il quindicesimo compleanno di Pura a L’Avana, a due anni da una diagnosi di tumore per la ragazza.
Olivia Harris ha vinto nella sezione Contemporary Issues Story, con le immagini del pellegrinaggio degli antiabortisti sulla montagna irlandese di Croagh Patrick.
Brent Stirton, di Getty Images, si è classificato primo nella categoria Ambiente con la foto di una donna delle unità anti-bracconaggio nello Zimbabwe.
Marco Gualazzini, di Contrasto, ha vinto nella sezione Ambiente Story con le immagini dalla crisi ambientale nel bacino del Lago Ciad, uno dei più grandi dell’Africa.
Chris McGrath, di Getty Images, ha ottenuto la menzione per le General News con la foto che ritrae un uomo che cerca di trattenere giornalisti e fotografi fuori dal consolato dell’Arabia Saudita di Istanbul, all’arrivo degli investigatori dopo l’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.
Lorenzo Tugnoli, di Contrasto, ha vinto nella General News Story con il suo lavoro in Yemen realizzato per il Washington Post. Per lo stesso progetto, Tugnoli si è aggiudicato anche il Pulitzer per la fotografia.
Per il Progetto a lungo termine è stata premiata Sarah Blesener, che ha seguito dieci programmi di educazione giovanile negli Usa, oltre a scuole e campi estivi militari in Russia per documentare le vite dei giovani partecipanti.
Nella categoria Natura ha vinto Bence Máté, con l’immagine delle rane di Covasna, nei Carpazi orientali, in Romania, le cui zampe vengono usate per scopi alimentari. La storia sulla natura è invece dedicata ai falconieri degli emirati ed è firmata da Brent Stirton, di Getty Images per National Geographic.
Finbarr O’Reilly vince nel Ritratto con “Dakar Fashion” e le modelle che vestono gli abiti di Adama Paris nel quartiere della Medina di Dakar. Per il Ritratto Story vince Bénédicte Kurzen, con il racconto sulla città nigeriana dei gemelli, Igbo-Ora.
La foto singola che ha vinto la sezione Sport è di John T. Pedersen e ritrae il pugile Morin Ajambo che si allena a Katanga, una grande baraccopoli a Kampala, in Uganda. La foto story sportiva è di Forough Alaei, sulle donne che assistono ad una partita di calcio in Iran.

I numeri

Quest’anno il concorso ha visto la partecipazione di 4.783 fotografi provenienti da 129 paesi diversi, per un totale di 78.801 immagini presentate. I finalisti e candidati ai premi sono stati 43.

Le mostre

Le foto vincitrici saranno esposte in tutto il mondo, a partire da Amsterdam.

Le prime tappe in Italia saranno a Roma dal 25 aprile al 26 maggio (Palazzo delle Esposizioni, via Nazionale 194), e a Milano dall’11 maggio al 2 giugno (Fondazione Sozzani, Corso Como 10).

di Ilaria Romano

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