Vaccini: ad una “certa età” sono necessari

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Per la custodia della salute la prevenzione gioca un ruolo fondamentale in ogni fase dell’esistenza. Vaccinarsi, anche nell’età adulta, ci mette al riparo da patologie (e complicanze) spesso fatali

Le vaccinazioni rappresentano una grande opportunità di prevenzione (e benessere) a tutte le età, che tanti adulti tuttavia ignorano o trascurano, archiviandole nell’infanzia. Nonostante l’avanzare degli anni ci renda sempre più vulnerabili.

«Un soggetto adulto, più è in avanti con l’età, più è suscettibile alle infezioni», afferma Pier Luigi Lopalco, professore ordinario di Igiene all’Università degli Studi di Pisa e dieci anni di esperienza, a Stoccolma, in qualità di capo del programma per le malattie prevenibili da vaccino, presso lo European Centre for Disease Prevention and Control (Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie). «Questo fenomeno – ci spiega – è chiamato immunosenescenza. In parole semplici, la memoria immunitaria progressivamente si indebolisce. Per tale motivo, il nostro sistema immunitario non riesce a reagire con prontezza qualora dovesse incontrare un germe che ci ha già infettato in passato. Insomma, le nostre difese si intorpidiscono. Ecco perché è importante richiamare alcune vaccinazioni fatte nel passato, come tetano, difterite e pertosse, o farne di nuove verso germi che in età avanzata possono essere particolarmente aggressivi, come influenza, pneumococco ed herpes zoster».

di Paola Stefanucci

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Aprile  2019)

 

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