Una casa di cartone per i senza tetto: arriva Scorz’

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L’inverno fa paura, e il freddo soprattutto. Fa paura a chi indossa maglioni su maglioni, ma continua sempre a sentire freddo. Fa paura soprattutto a chi, il freddo, penetra nelle ossa. Perché la strada è la sua casa, e lo sappiamo bene: d’inverno la strada miete vittime a causa del gelo.
E Napoli cerca di correre ai ripari: sette amici di Somma Vesuviana realizzano, infatti, Scorz’, un rifugio interamente di cartone, pensato per i clochard, per proteggerli dal freddo e rendere meno difficili le notti fredde e gelide d’inverno.
È una sorta di fisarmonica di cartone, che si può colorare e abbellire a piacimento, un rifugio itinerante che ripara i senza fissa dimora dalla pioggia, dal freddo e  dal gelo della notte, regalando anche un momento di intimità alla persona che lo usa, visto che, grazie alla sua copertura totale, Scorz’ allontana gli sguardi indiscreti. Hanno una pellicola impermeabile che le fa resistere alla pioggia, e non sono infiammabili.

Questa idea rientra tra le proposte di Napoli 2035, un progetto no profit che ha lo scopo di sensibilizzare la cittadinanza sulla condizione delle persone senza fissa dimora.
Tutto è partito da uno studente di design, Giuseppe D’Alessandro, che ha progettato questi rifugi di cartone nella sua tesi di laurea. Un’azienda di Nocera Superiore e l’associazione Napoli 2035, di cui Giuseppe fa parte, hanno permesso di concretizzare questa idea.
Oggi le casette Scorz’ sono state distribuite ai clochard che gravitano intorno alla Galleria Umberto Primo di Napoli.  Sulle casette è stampato il numero solidale di Napoli, a cui i clochard possono rivolgersi in caso di emergenza.
Scorz’ non rappresenta una soluzione, ma soltanto un rifugio temporaneo che i quaranta senzatetto di Napoli, a cui questa casetta di cartone è stata donata, hanno mostrato di apprezzare. Perché a volte per essere solidali basta poco, ad esempio un cartone che si apre  a fisarmonica.

di Romina Vinci

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