Un weekend a Tirana

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State pensando di trascorrere un weekend in una città europea facile da raggiungere e non troppo costosa? Tirana potrebbe fare per voi. La capitale albanese è moderna, vivace e offre servizi di trasporto pubblico efficienti, piste ciclabili, caffè e locali aperti sette giorni a settimana, aree verdi curate e spazi espositivi per tutti i gusti. Eccone due da non perdere, soprattutto se amate la storia.

La Casa delle foglie è il più recente museo di Tirana, aperto il 23 maggio del 2017, nell’edificio costruito nel 1931 come clinica medica, poi trasformato dopo la Seconda Guerra Mondiale nella sede dei servizi segreti del regime. Gli albanesi hanno deciso di conservarne la memoria trasformandolo in uno spazio espositivo, che rappresenta un tuffo in un passato da non ripetere, e proprio per questo da non cancellare. Nei due piani del palazzo si possono visitare le stanze usate dalle spie, con gli arredi e gli strumenti “da lavoro” originali, dai registratori alle macchine fotografiche, fino alla camera oscura per lo sviluppo delle immagini, e ai registri e dossier contenenti le informazioni sui cittadini sospettati di attività politica o altri “crimini”. Il nome del museo, la Casa delle foglie, esprime lo scopo di questa mostra permanente: dare luce a ciò che per decenni rimase segreto, come le foglie svelano le tracce di un passaggio nei boschi.

Un altro luogo da non perdere se vi appassiona la memoria storica è BunkArt2, un museo sotterraneo allestito all’interno di un bunker anti-atomico originale, che sorge a pochi passi da piazza Scanderberg, nel quartiere dei Ministeri.
Questo spazio è stato aperto simbolicamente il 17 novembre, nel giorno dell’anniversario della Liberazione, e mostra, in oltre mille metri quadrati di cunicoli, l’attività di controllo e repressione del regime comunista nei confronti degli oppositori o dei sospetti tali.
Il bunker venne costruito fra il 1981 e il 1986, come rifugio per gli alti ranghi del partito in caso di attacco nucleare. Ed oggi espone documenti originali della storia contemporanea del paese, oltre a video-testimonianze con le storie dei sopravvissuti ai campi di internamento.

Stanchi dei musei? È il momento di rilassarsi all’aria aperta, nel Parco di Farka, dove si può passeggiare, fare jogging, andare in bicicletta, fare ginnastica, giocare a ping pong, o rilassarsi in riva al lago.

E se vi fosse venuta fame, a due passi c’è Mullixhiu, ristorante di Bledar Kola, chef stellato che offre un menu a prezzi quasi popolari e che vanta una produzione tradizionale di tutto ciò che porta in tavola, a partire dalla farina per la pasta e il pane.

di Ilaria Romano

 

 

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