Un’ Europa per tutte le età

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Le elezioni del nuovo Parlamento Europeo sono ormai imminenti. Cosa dovrebbe fare il futuro Europarlamento per la piena inclusione sociale di una popolazione sempre più longeva? Le 7 raccomandazioni chiave

L’età non è un limite, ma una risorsa e i diritti umani non diminuiscono con l’età. Il problema è che andando avanti negli anni, diventa più difficile esercitarli e goderne. Il Parlamento Europeo è stato un paladino della giustizia sociale e dell’uguaglianza, ma il cammino è ancora lungo. Per questo Age Platform Europe, la più grande rete europea che riunisce, oltre all’Associazione 50&Più, le organizzazioni che rappresentano le persone con più di 50 anni, ha esposto ai principali gruppi politici del Parlamento Europeo un manifesto con sette raccomandazioni per un’Europa dei diritti più forte e per tutti. La ragione è sotto gli occhi di tutti e sta nell’invecchiamento demografico (tra appena 22 anni saremo i più vecchi del mondo), accompagnato da una situazione a dir poco paradossale che vede il persistere di diverse forme di discriminazione dovute proprio all’età anagrafica. A tutt’oggi, per esempio, i pregiudizi sull’età ostacolano la partecipazione di lavoratori anziani a percorsi di formazione; per i disoccupati over 55 ricollocarsi nel mondo del lavoro risulta ancora molto difficile. Senza contare gli ostacoli che riguardano l’accesso ai servizi sanitari. La situazione varia secondo lo Stato Membro, ma un over 65 su tre, ci dice Eurobarometro, ha difficoltà ad accedere alle cure di lungo termine soprattutto a causa dei costi elevati. Non solo, come rileva l’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali nella sua ultima Relazione, si riscontra un atteggiamento pregiudizievole riguardo ai pazienti più anziani, sia nella chirurgia sia nella riabilitazione. Le testimonianze e la ricerca scientifica provano che la discriminazione sulla base dell’età, nota come ageismo, è la più diffusa in Europa e nel mondo. Tanto che il tema è centrale all’interno del gruppo di lavoro sull’invecchiamento delle Nazioni Unite oltre che in seno all’Organizzazione Mondiale della Sanità. E proprio perché spesso si tratta di una discriminazione socialmente accettata, è anche la meno conosciuta. Come rileva l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, comportamenti discriminatori sulla base dell’età conducono all’emarginazione, alla povertà e all’abuso delle persone anziane, con ricadute negative sulla loro salute e sul loro benessere. Non a caso, quindi, il primo punto del Manifesto di Age è “Migliorare i diritti degli anziani lottando contro la discriminazione in base all’età”. Le raccomandazioni successive seguono a cascata: mercati di lavoro inclusivi, pensione e reddito adeguati sia per gli uomini che per le donne, cure e servizi sanitari che rispettino la dignità della persona, e via di seguito. Cosa ha fatto finora l’Unione Europea? Molto, ma non tutto.

 

 

di Luisella Berti

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Maggio  2019)

 

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