La dichiarazione anticipata di trattamento (Dat): la legge e le informazioni per scriverla e presentarla

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Entrata in vigore il 31 gennaio scorso, la legge 219 sul Biotestamento del 22 dicembre 2017 affronta il tema del consenso informato e delle disposizioni anticipate di trattamento, che consentano al cittadino di dichiarare il proprio orientamento sul “fine vita” nel caso in cui si verifichi una situazione di incapacità di intendere e volere.

Ecco i punti chiave:

• CONSENSO INFORMATO

La legge, in base alla Costituzione e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione, e stabilisce che nessun trattamento sanitario può essere iniziato o portato avanti se privo del consenso della persona interessata. Per questo promuove il rapporto medico-paziente, nell’ambito di una corretta informazione sulle condizioni di salute, sulle diagnosi, e sui rischi e benefici delle terapie, che possono essere accettate o rifiutate. Il consenso informato può essere acquisito in forma scritta, videoregistrata o con qualsiasi dispositivo che consenta di comunicarlo, e può essere in qualsiasi momento revocato, anche nel caso in cui comporti la sospensione di trattamenti necessari alla propria sopravvivenza.

• TERAPIA DEL DOLORE, DIVIETO DI OSTINAZIONE IRRAGIONEVOLE NELLE CURE E DIGNITA’ NELLA FASE FINALE DELLA VITA

Il medico deve adoperarsi per alleviare le sofferenze del paziente anche in caso di rifiuto o revoca al trattamento sanitario, e quindi garantire un’adeguata terapia del dolore con l’erogazione di cure palliative (Legge 38 del 15 marzo 2010). Nei casi di imminenza di morte il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione di trattamenti inutili o sproporzionati, e in presenza di situazioni di resistenza ai trattamenti, può ricorrere alla sedazione palliativa profonda.

• MINORI E INCAPACI

Il minore e la persona incapace hanno diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione, ma il consenso informato al trattamento sanitario del minore deve essere espresso da chi esercita la responsabilità genitoriale o da un tutore. Anche per la persona dichiarata incapace ai sensi dell’articolo 414 il consenso è espresso o rifiutato dal tutore, nel pieno rispetto della dignità del tutelato.

• DATI, DISPOSIZIONI ANTICIPATE DI TRATTAMENTO

Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di futura incapacità di autodeterminarsi può esprimere, secondo la nuova legge, le proprie volontà anticipate in materia di trattamenti sanitari, e indicare un fiduciario che ne faccia le veci e la rappresenti nelle relazioni con il medico e le strutture sanitarie. L’incarico del fiduciario può essere revocato in qualsiasi momento dal disponente. Nel caso in cui non venga nominato, in caso di necessità un giudice tutelare nominerà un amministratore di sostegno.

• PIANIFICAZIONE CONDIVISA DELLE CURE

Nell’ambito della relazione medico-paziente, rispetto all’evoluzione di una patologia cronica invalidante, può essere realizzata una pianificazione delle cure condivisa, prima che il paziente venga a trovarsi nell’incapacità di esprimere il proprio consenso. Tale pianificazione può essere aggiornata al progressivo evolversi della malattia, su richiesta del paziente o suggerimento del medico.

• COME SI FA UN TESTAMENTO BIOLOGICO?

Le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, possono essere redatte in diversi modi: scrivendo un testo di proprio pugno, compilando il modello della dichiarazione anticipata di trattamento (scaricabile dal sito dell’Associzione Luca Coscioni https://www.associazionelucacoscioni.it/compila-il-tuo-testamento-biologico-online/ ), modificando il modulo in base alle proprie esigenze, videoregistrando un messaggio se le condizioni fisiche non permettono di scrivere o compilare il form.

Il testamento biologico è esente dall’obbligo di registrazione tributaria, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altra tassa o tributo.

Dopo la compilazione, si può trasformare il biotestamento in atto pubblico, presentandolo ad un funzionario designato dal Comune o ad un pubblico ufficiale, come un notaio; oppure si può procedere con una scrittura privata autentificata, facendo autenticare la propria firma da un pubblico ufficiale. Il documento deve poi essere consegnato al comune di residenza dove viene annotato in un apposito registro, se già istituito, oppure presso le strutture sanitarie della regione di residenza, se la raccolta è stata regolamentata, oppure presso una persona di fiducia. E’ sempre importante redigere il documento in due copie, e conservarne una personalmente.

L’Associazione Luca Coscioni ha pubblicato la mappa aggiornata dei comuni e delle regioni che hanno istituito i registri: per consultarla https://www.associazionelucacoscioni.it/mappa-delle-iniziative-sul-registro-del-testamento-biologico/

 

di Ilaria Romano

 

 

 

 

 

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