Shapiro&Vandelli, cinquant’anni dopo: un album e un tour insieme

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Sono due “pezzi” della storia della musica italiana. Shel Shapiro dei Rokes e Maurizio Vandelli dell’Equipe 84, leader delle band più importanti del periodo beat, nei primi Anni ’60, sono stati storici rivali. Oggi si sono uniti per l’album Love & Peace e un tour.

Cantanti dal timbro inconfondibile, più grintoso e dal ti­­pico accento inglese Shel, più etereo e “alto” Maurizio, hanno segnato un periodo della musica in Italia, quello in cui i giovani si stavano impossessando del mercato discografico, immediatamente prima dei cantautori, del pop e del rock, immediatamente prima del ’68. Gli anni del boom economico, del Cantagiro, del primo “politicamente scorretto”. E della tenzone tra Beatles e Rolling Stones, di cui in Italia i loro gruppi rappresentavano un po’ l’equivalente: quelli dell’Equipe 84 si specchiavano negli atteggiamenti dei Fab Four, un po’ baronetti e un po’ trasgressivi, mentre i Rokes erano più duri, più protestatari, più grintosi, alla Rolling.
«Facciamo i rivali ancora oggi: anche se abbiamo creato insieme questa storia, devo dire che con lui è sempre piuttosto faticoso…», sorride Vandelli.

La storia si intitola Love&Peace, motto tipico dei ’60, gli anni dei vostri grandi successi…

Shel Shapiro: Secondo me, abbiamo bisogno di “amore e pace” ancora oggi. È uno sprone: abbiamo bisogno di abbracciare il mondo e non di escluderlo.

Ci sono brani che hanno fatto la storia delle vostre band: Ho in mente te, Che colpa abbiamo noi, Bang bang… Ma i ragazzi che sentono questi brani per la prima volta ci saranno ai vostri concerti, a Firenze, il 10 di questo mese, e poi nei teatri di mezza Italia, Roma, Milano, Bologna, Trento e così via?

Maurizio Vandelli: Personalmente sono sicuro di non sfigurare anche se ci fosse una platea di 18-20enni, di fans di Fedez o J-Ax. È logico supporre però che venga un pubblico un po’ più maturo, cui dobbiamo sgrassare un po’ di nostalgia e far immaginare memorie. Per come è il progetto del tour, di buona musica ce ne sarà parecchia. In più abbiamo un megaschermo che sottolineerà tutte le canzoni, un grande impianto luci (quello di Jovanotti e dei più famosi), effetti e laser. Saremo in sette sul palco, cinque musicisti e noi, per 30 canzoni e oltre due ore di musica. In più, se tutto va come speriamo, vedremo sul palco anche degli amici ospiti.

di Raffaello Carabini

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Dicembre 2018)

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