Sempre e soltanto in auto

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Il Rapporto Censis-Michelin ha fotografato preferenze e abitudini di viaggio degli italiani, consacrando l’automobile come leader indiscussa della mobilità nazionale

“Auto, auto, fortissimamente auto: ecco la regina della mobilità per gli italiani, lontano dall’insistenza del racconto pubblico su biciclette, passeggiate a piedi o mezzi pubblici”. In tre righe è racchiuso il risultato emerso dal recente Rapporto Censis-Michelin sulla mobilità degli italiani. A leggere con attenzione i numeri del Rapporto, emerge con chiarezza quanto “la nuova mobilità degli italiani sia fatta di distanze maggiori, minore abitudinarietà e più alta personalizzazione”.

L’auto, dunque, si conferma il mezzo più utilizzato nel nostro Paese e registra un sostanzioso incremento sui dati del 2001: 27 milioni di automobilisti pari a un +17,4%. In picchiata, nonostante a volte siano stati quasi imposti, gli spostamenti su motoveicoli (-45,7% sul 2001), a piedi (-23,6%) e in bus/tram/metropolitana (-20,3%). Oltre che sull’automobile, gli italiani salgono volentieri sui treni (+32,7%) e, soprattutto, scelgono le combinazioni di modalità (+106,4%) tra le quali spiccano i servizi di bike e car sharing. Secondo quanto risulta al Censis, “più di un terzo degli italiani, se non già utente del car sharing, è interessato”.

Tra le sorprese, le cifre legate al dato anagrafico dei guidatori nel periodo gennaio 2012/gennaio 2018. Crollano le patenti attive nelle prime tre fasce di età (16/24 anni, 25/35 e 35/44, con quest’ultima che registra addirittura un -15,5%). Salgono invece i guidatori tra i 45 e i 64 anni (+11,3%) e quelli oltre i 65 anni (+32,3%). Strano a dirsi, la patente è poco attrattiva per le nuove generazioni. Al contrario, spiega il Rapporto, la patente “è essenziale per gli anziani, con il 58,5% di patentati”.

Non mancano accenni ai temi ambientali e della mobilità sostenibile. Anche qui, però, le analisi condotte da Censis e Michelin sfatano qualche mito. È evidente, si legge nel Rapporto, che si è diffusa “una maggiore attenzione alla sostenibilità, ma con un pragmatismo che mal sopporta imposizioni normative centrali o regionali che, in nome di obiettivi ambientali, obbligano le famiglie a cambiare auto, imponendo spese aggiuntive forzose”. I dati delle vendite confermano la tendenza: a settembre 2018, dopo anni di predominio, le auto alimentate a gasolio sono scese sotto quota 50%. A fare da contraltare, volano le immatricolazioni delle ibride (quasi il 30% in più rispetto al 2017) e delle elettriche: +168,7%.

di Emanuele Mùrino

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Febbraio  2019)

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