Rottamazione: una nuova chiamata

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Un emendamento al Decreto Semplificazioni consente di riammettere alla definizione agevolata anche chi non ha versato entro il 7 dicembre 2018 tutte le rate dovute

Ancora novità nell’ambito “rottamazione”! Infatti, dopo l’emanazione della cosiddetta “rottamazione ter” ad opera dell’art. 3 del D.L. n. 119/2018 (convertito in legge il 17 dicembre 2018, n. 136), si è intervenuti con un’altra riapertura per i “decaduti”. In base a un emendamento approvato in Senato il 29 gennaio u.s. al Decreto Semplificazioni 2019 (D.L. 14 dicembre 2018, n. 135), a chi ha aderito alla rottamazione 2018, ma è inadempiente con le prime rate da versare, è riconosciuta un’altra chance per non perderne i benefici.

Riammissione alla rottamazione per i “decaduti”

Con l’art. 3, comma 21, del D.L. n. 119/2018 è stata prevista la possibilità per i debitori che hanno aderito alla “rottamazione bis” e che hanno effettuato entro il 7 dicembre 2018 il pagamento delle rate dovute ai fini di tale definizione, in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, di fruire di una nuova rateazione delle somme restanti dovute. Pertanto, previa la presentazione di apposita istanza, entro il 30 aprile 2019 è stato loro concesso un maggior termine per chiudere i conti con il Fisco. Il versamento deve essere effettuato in 10 rate consecutive di pari importo, con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno, a decorrere dal 2019, con interessi calcolati al tasso dello 0,3% annuo a partire dal 1° agosto 2019, ridotto rispetto a quello stabilito in precedenza del 2%. Per fruire della disposizione, chi è interessato non deve effettuare alcun adempimento poiché ci penserà l’agente della riscossione a trasmettere, entro il 30 giugno 2019, un’apposita comunicazione e i bollettini precompilati per eseguire il versamento delle rate rideterminate. Agli interessati è concesso anche:

  • di pagare mediante compensazione con i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della PA;
  • di beneficiare dell’estinzione delle procedure esecutive pregresse, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo.

In ogni caso è anche possibile pagare, in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2019 e senza interessi, le rate differite automaticamente.

Gli effetti del mancato pagamento entro il 7 dicembre 2018 – prima e dopo l’emendamento

Con il comma 23 dell’art. 3 in esame è stato previsto, per i debiti relativi ai carichi per i quali non è stato effettuato l’integrale pagamento del dovuto, entro il 7 dicembre 2018 il decadimento dalla rottamazione, con tutte le conseguenze che ciò comporta. Ma con l’emendamento al Decreto Semplificazioni 2019 si prevederebbe che chi non ha versato il dovuto entro tale data possa “rientrare nel meccanismo della rottamazione”, versando le somme dovute in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, o nel numero massimo di 10 rate consecutive, ciascuna di pari importo. Le scadenze delle rate vengono così fissate:

  • la prima, il 31 luglio 2019;
  • la seconda, il 30 novembre 2019;
  • le restanti, il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

In definitiva questi contribuenti potrebbero vedersi ricalcolare gli importi non ancora saldati con una nuova e diversa rateazione. Resta da capire quale sarà il tasso di interesse che verrà applicato alla nuova rateazione e se sarà o no quello più favorevole dello 0,3 o quello del 2%.

Alla data di redazione del presente articolo, l’emendamento è stato recepito e il decreto convertito in Legge.

 

a cura di Alessandra De Feo

 

(Tratto da 50&Più, nr. 3 – Marzo  2019 – Tutti i diritti riservati)

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