Perché le assicurazioni sanitarie sono disposte a regalarci uno smartwatch

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Alcune compagnie, tra le quali l’americana John Hancock Insurance ma anche United Healthcare e la startup Oscar, tendono a sfruttare le nuove tecnologie per monitorare lo stato di attività fisica dei propri clienti.
Offrono loro, a condizioni vantaggiose, smartwatch e bracciali per il fitness. Chi accetta di indossare un bracciale intelligente, paga premi ridotti e ha sconti sui prodotti di alcune società e su alcune piattaforme online. Un altro incentivo allo studio riguarda la possibilità di avere un dispositivo gratuito. Se il cliente fa sport e raggiunge gli obiettivi del suo allenamento, ottiene una riduzione o l’annullamento dei suoi premi assicurativi.
Se invece si dimostra pigro, il prezzo sale, fino a quindici dollari al mese. Non bisogna indossare sempre lo smartwatch. Quando si slaccia il cinturino, si deve attivare il gps dello smartphone per provare che si sta correndo al parco o si stanno facendo esercizi in palestra.
Il beneficio per le assicurazioni? Le compagnie ci guadagnano perché avere clienti in salute significa, in media, che avranno vite più lunghe; pagheranno i premi più a lungo e ci sarà più tempo prima di dover sborsare la cifra assicurata.
Delicato è il profilo della tutela di quelli che sono i dati sensibili dei clienti, ma le assicurazioni garantiscono di non voler condividere o vendere queste informazioni a terzi e gli assicurati, per ora, non stanno sollevando obiezioni di privacy.

 

Perché le assicurazioni sanitarie sono disposte a regalarci uno smartwatch, www.agi.it, 24-09-2018.

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