Partono tutti, anche gli over 50

0

Tra giovani e pensionati in fuga, il picco di crescita dei migranti italiani riguarda gli over 50 in cerca di prospettive di lavoro all’estero. Non solo, a partire sono interi gruppi famigliari, con genitori e nonni che seguono figli e nipoti. La famiglia italiana si ricompone all’estero, perché alla fine quello che conta è stare insieme, ovunque sia. È quanto emerge da Rapporto Italiani nel Mondo 2018 della Fondazione Migrantes.

Più che di invasione di migranti in Italia c’è un esodo di italiani che varcano i confini nazionali in cerca di condizioni di vita migliori. È un fenomeno in continua crescita e sempre più complesso, con diversi e nuovi profili del migrante italiano. «Se c’è oggi una emergenza in Italia relativa al mondo della mobilità, questa non riguarda il numero dei migranti che arrivano nel nostro Paese – un numero di persone sempre più limitato e che per lo più intendono proseguire il viaggio verso altri Paesi – ma il numero crescente di italiani e persino di immigrati, che in questi ultimi anni sta uscendo». Lo ha affermato don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes (Organismo Pastorale della Cei) alla presentazione della XIII edizione del Rapporto Italiani nel mondo 2018, l’unico strumento in Italia che ci dà una fotografia il più possibile completa e attendibile di quella che è oggi l’emigrazione italiana. Mentre stiamo assistendo ad un crollo dei migranti sbarcati in Italia (erano 114.611 nel 2017 e 22.541 nel 2018, vale a dire -87,78% rispetto al 2017 e -92,50% sul 2016), sono circa 130mila gli italiani espatriati nel corso del 2017 e che risultano iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (Aire). Per fare un paragone è come se nel giro di un anno un città come Bergamo si svuotasse dei suoi residenti. Un espatrio cresciuto del 3,3% che sale al 19,2% negli ultimi 3 anni e arriva a +36,2% nell’ultimo quinquennio. I dati confermano che a partire di più sono i giovani (37,4%) e i giovani adulti (25%), ma il dato più eclatante riguarda la crescita degli over 50. Da un confronto del 2017 sul 2018 risultano: +20,7% nella fascia tra i 50 e i 64 anni (14.483); +35,3% nella classe 65-74 anni (5.351); +49,8% in quella 75-84 anni (2.744) e +78,6% dagli 85 anni in su (1.036).

Cosa dicono questi dati? Come si legge nel Rapporto, sicuramente ci si trova di fronte alla necessità di provvedere alla precarietà lavorativa di italiani dai 50 in su rimasti disoccupati e soprattutto privi di prospettive in patria. Sono i “migranti maturi disoccupati”, persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per arrivarvi e che, comunque, hanno contemporaneamente la necessità di mantenere la famiglia. In quest’ultima, infatti, spesso si annida la precarietà a più livelli: la disoccupazione cioè può coinvolgere anche i figli, ad esempio, già pronti per il mondo del lavoro o ancora studenti universitari. In questo stato di cose si inseriscono gli anziani per risolvere o tamponare la precarietà: la famiglia, cioè, si amplia fino a comprendere i nonni. Infatti, con il passare del tempo e l’evoluzione della mobilità italiana, stanno emergendo nuove strategie di sopravvivenza tra i genitori-nonni che iniziano, prima, con il trascorrere periodi sempre più lunghi all’estero con figli e nipoti, e poi finiscono con il completo trasferimento di tutto o di buona parte dell’anno. Insomma, insieme ovunque sia.

 

di Luisella Berti

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Gennaio  2018)

No comments