Ora legale, è un addio?

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Si vociferava da qualche tempo, ed alla fine è arrivata: il Parlamento Europeo, lo scorso 26 marzo, ha approvato la risoluzione legislativa sull’abolizione dell’ora legale con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astenuti. Stando alla nuova norma, gli Stati europei che decideranno di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta nel marzo 2021, mentre quelli che sceglieranno di mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta nell’ottobre 2021.
Questa risoluzione è la risposta alle iniziative dei cittadini che avevano partecipato ad un sondaggio, soprattutto in Germania, che aveva visto l’84% dei votanti favorevole all’abolizione del passaggio all’ora legale, ovvero la convenzione per cui durante l’estate l’orario di tutta l’Europa viene spostato un’ora in avanti, per sfruttare al meglio le ore di luce durante la giornata.
Questo passaggio consente di risparmiare energia elettrica grazie al minore utilizzo dell’illuminazione artificiale. In Italia ogni anno l’ora legale permette di risparmiare circa 100 milioni di euro sulla bolletta energetica, nei paesi del Nord Europa, invece, è uno svantaggio, perché questi sono ricchi di luce fino a tarda sera nei periodi estivi. In Europa settentrionale infatti le giornate estive sono astronomicamente dilatate perché si trovano più vicini al Polo Nord e l’ora legale accentua un fenomeno già presente, che amplifica anche ricadute fisiologiche sulle persone (perdita del sonno etc.). In Italia e negli altri paesi dell’Europa Meridionale, invece, durante l’ora legale l’organismo beneficia di più luce producendo serotonina, l’ormone della felicità.
Ma quindi, cosa succederà nel 2021? Al momento i vari Stati europei non sono riusciti a trovare un accordo in sede di Consiglio europeo, tanto che i deputati di Strasburgo, dopo aver approvato la proposta della Commissione, hanno votato di far slittare l’adozione di due anni, dal 2019 al 2021. In questo lasso di tempo i Paesi dell’Unione Europea e la Commissione dovranno coordinarsi per garantire che l’applicazione dell’ora legale in alcuni Stati, e dell’ora solare in altri, non perturbi il mercato interno, in particolare in alcuni comparti come i trasporti. E se gli Stati dell’UE non dovessero trovare un accordo? In questo caso sarà ora solare per tutti.

di Romina Vinci

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