Notre-Dame, dopo il rogo la gara di solidarietà per la ricostruzione

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«Un calvario lento per un parigino come me vedere Notre-Dame nella violenza delle fiamme distruttive – ha scritto oggi il filosofo e saggista francese di origine algerina Bernard-Henry Lévy – all’improvviso non è solo una chiesa in rovina, ma un intero pezzo di umanità. Un’intera sezione di intelligenza, intelletto, grandezza umana. Questa venerabile Dama che credevamo immortale, eccola qui immolata.»
Le sue parole, all’indomani dell’incendio che ha devastato la cattedrale gotica più importante al mondo, simbolo universale di storia e architettura prima ancora che di cristianità, interpretano un comune senso di sgomento davanti alle immagini di quel rogo che per ore è sembrato indomabile, ma che per fortuna ha risparmiato almeno la struttura dell’edificio.
In attesa di quantificare i danni, comunque ingenti, è scattata la raccolta fondi per la ricostruzione, annunciata dal presidente Emmanuel Macron già ieri in serata: «È la nostra storia – ha detto – la ricostruiremo.»
La sindaca Anne Hidalgo ha lanciato l’idea di una conferenza internazionale dei donatori che meta insieme esperti e finanziatori, e ha annunciato che il Comune metterà a disposizione 50 milioni di euro. La regione dell’Ile de France sbloccherà invece 10 milioni di euro per i primi interventi, come confermato dalla presidente Valérie Pécresse.
Anche il mondo del lusso si è subito fatto avanti: il gruppo LVMH, Louis Vuitton Moet Hennessey, ha annunciato di voler contribuire alla ricostruzione con 200 milioni di euro, oltre che con tutte le eccellenze a disposizione fra architetti, finanzieri e creativi per aiutare la raccolta e i lavori di restauro. Il miliardario Francois-Henri Pinault, presidente del gruppo Kering che possiede marchi come Gucci, Pomellato e Saint Laurent, ha promesso altri100 milioni di euro.
Il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk ha esortato tutti i paesi dell’Unione a partecipare alla ricostruzione di un patrimonio comune: «vorrei esprimere parole di consolazione e solidarietà alla Francia, come cittadino di Danzica – ha detto – distrutta e bruciata al 90% durante la Seconda guerra mondiale, e poi ricostruita. Ricostruirete la vostra cattedrale.»
La raccolta fondi è aperta a tutti, e si può contribuire anche con piccole somme. A gestirla è la Fondation du patrimoine, un’organizzazione privata che ha già all’attivo quasi tremila progetti per la salvaguardia del patrimonio francese su tutto il territorio nazionale (https://www.fondation-patrimoine.org/).
Non si tratta della prima raccolta che interessa Notre-Dame, perché già nel 2017 era stata avviata un’iniziativa analoga per finanziare i lavori di intervento sulla cattedrale che erano attualmente in corso.

di Ilaria Romano

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