Mezzi pubblici, il futuro prossimo è elettrico

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L’Europa punta agli autobus elettrici, con un obiettivo ambizioso per il 2025. Durante lo scorso anno i mezzi pubblici ecologici consegnati sono stati 650, esclusi i filobus, e quelli ordinati complessivamente hanno raggiunto quota 1200 unità (una diminuzione rispetto ai 1516 ordinati nel 2017). Secondo le previsioni, nei prossimi sei anni il mercato globale dei bus a corrente dovrebbe raggiungere le 160 mila unità consegnate all’anno. Attualmente, su tutto il territorio Ue, ne circolano 2.200, mentre in tutto il mondo sono 400 mila.

Il primato però non è europeo ma cinese, perché già nel 2107 le città del Celeste Impero hanno ricevuto il 99% dei bus elettrici mondiali, una quota che dovrebbe scendere all’80% entro il 2025. L’India e l’America Latina saranno i mercati a crescita più rapida entro il 2025, rispettivamente fino al 132% e al 139,4%.

Secondo i dati dei ricercatori di Interact Analysis, pubblicati dal webzine di settore “Sustainable Bus”, il mercato cinese degli autobus urbani sarebbe prossimo alla saturazione, mentre è destinata a crescere la quota di mercato europea proprio con i produttori cinesi determinati a guadagnare posizioni. Ci saranno differenze notevoli fra la diffusione di bus interurbani, che rappresenterà il 31% del totale, contro il 69% di quelli urbani.

Riguardo la diffusione del trasporto elettrico molto dipende dalla capacità dei paesi di mantenere gli obiettivi prefissati: in Europa è Parigi a guidare la transizione dai mezzi alimentati a carburante a quelli a corrente, con un obiettivo di 4/5 autobus elettrici su 4.500. Barcellona punta ad avere una flotta elettrica pari all’8% del totale entro il 2024; Bruxelles si è imposta lo stesso traguardo ma entro il 2030. La virtuosa Göteborg ha annunciato che per il 2025 avrà il 95% dell’intero parco autobus composto da mezzi elettrici. Gli autobus a batteria dovrebbero avere una quota di mercato più ampia, seguita da autobus elettrici a celle a combustibile. La riduzione del costo totale degli elettrici rispetto ai diesel, insieme alla spinta per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica, renderà i primi l’opzione sempre più vantaggiosa.

di Ilaria Romano

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