Matera 2019, cultura innovazione

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Il 19 gennaio, con la cerimonia d’apertura alla presenza del Capo dello Stato,  Matera inizierà il suo percorso di Capitale europea della Cultura. Decine gli eventi nel corso dell’anno

Era il 2015, quando la commissione europea proclamò ufficialmente Matera, Capitale europea della cultura 2019, titolo che avrebbe condiviso con un’altra designata, Plovdiv, in Bulgaria. Sono trascorsi quattro anni da quell’annuncio ed ora tutto è pronto per iniziare un’avventura fatta di cultura ed innovazione, che porterà il capoluogo della Basilicata ai vertici dell’Unione Europea per un anno intero e richiamerà nella città, e in tutta la regione, milioni di visitatori da ogni parte del mondo.

La cerimonia inaugurale avrà inizio fin dalla mattina del 19 gennaio, quando a Matera si incontreranno le bande musicali provenienti non solo dai 131 comuni che popolano la Basilicata, ma anche da tutte le Capitali europee della Cultura che sono già state insignite del titolo. I duemila musicisti attraverseranno la città, inondando le strade e i vicoli di musica, e la sera convergeranno ai Sassi che, illuminati da migliaia di candele e luminarie, saranno riempiti in ogni anfratto dalle note musicali. Il giorno dopo, 20 gennaio, si replicherà in ogni centro lucano, il quale ospiterà una banda europea che, insieme a quella locale, si esibirà in un concerto nella piazza principale del paese.

Centinaia gli eventi che si snoderanno lungo tutto il 2019, molti dei quali vedranno coinvolti direttamente anche i cittadini ed i visitatori.

I primi, per esempio, hanno partecipato attivamente a due dei progetti cardine di questa edizione, progetti imperniati sull’uso “virtuoso della luce” e sulla tradizione delle luminarie.

Per il progetto Lumen, le quindici installazioni che illumineranno i luoghi in cui si svolgeranno gli eventi in programma e indicheranno i cinque percorsi culturali, sono state realizzate dalla collaborazione tra le aziende leader nel settore delle luminarie e la popolazione intervenuta nei workshop presso l’Open Design School e le scuole superiori.

Per il progetto Social Light, invece, oltre seimila persone hanno lavorato alle Bag-light, borsette luminose portatili che ogni cittadino avrà con sé, in modo da illuminare, di sera, ogni angolo della città.

di Rachele Randon

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Gennaio  2018)

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