Legge di bilancio 2019: le novità

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Inizialmente introdotto con la Legge di Stabilità del 2o15, per poi essere rivisto nel 2016, con il 2019 il regime forfettario subisce qualche altro aggiornamento

Dopo molte problematiche e rinvii, è stata finalmente approvata la Legge 30 dicembre n. 145, ovvero la Legge di Bilancio 2019, che è stata poi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del giorno successivo con diverse disposizioni di nostro interesse, che magari andremo ad esaminare nel corso dell’anno sulla rivista.

» L’ESTENSIONE DEL REGIME FORFETTARIO

Il primo argomento da esaminare è quello della modifica del cosiddetto “regime forfettario”, riservato alle persone fisiche (imprese e lavoratori autonomi) e introdotto con l’art. 1, commi da 54 a 89 della suddetta legge, che può essere riassunta nel modo che ora segue.

Requisiti di accesso

È stato previsto un unico requisito di accesso al regime in esame, costituito dal limite dei ricavi e dei compensi, pari a 65.000 euro, ragguagliati ad anno per tutti i contribuenti. Ora, alla data di redazione del presente articolo, i coefficienti di redditività non risultano essere variati in riferimento all’anno precedente. In caso di esercizio contemporaneo di attività contraddistinte da differenti codici Ateco, cioè di classificazione delle Attività Economiche previsti dall’Agenzia delle Entrate, per determinare il suddetto limite si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse attività.

Sono stati eliminati, invece, i seguenti requisiti di accesso che vi erano in precedenza:

  • le spese sostenute per l’impiego di lavoratori non superiori a 5.000 euro lordi annui a titolo di lavoro dipendente, co.co.pro., lavoro accessorio, associazione in partecipazione con apporto di lavoro, lavoro prestato dai familiari dell’imprenditore ex art. 60, D.P.R. n. 917/1986;
  • il costo complessivo dei beni strumentali al 31/12, al lordo degli ammortamenti, non superiore a 20.000 euro.

Sono state inoltre riviste, in sede di approvazione, le cause di esclusione previste in precedenza, stabilendo in questo caso che il regime in esame non può essere adottato dai soggetti che:

  • contemporaneamente all’esercizio dell’attività partecipano a società di persone – associazioni professionali – imprese familiari, ovvero controllano, direttamente o indirettamente, srl o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dall’imprenditore o dal lavoratore autonomo;
  • esercitano l’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti nei 2 anni precedenti, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai predetti datori di lavoro.

Con i prossimi articoli proveremo ad esaminare anche altri argomenti, come la rottamazione-ter, la Flat-Tax e le norme che interessano la dichiarazione dei redditi (detrazioni/deduzioni).

a cura di Alessandra De Feo

(Tratto da 50&Più, nr. 2 -Febbraio  2019 – Tutti i diritti riservati)

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