L’arte contemporanea spiegata alla nonna

0

Nell’orbita dell’espressività contemporanea il concetto di arte si è allargato fino a comprendere materiali e contesti prima estranei all’operazione artistica. Dallo Scolabottiglie di Marcel Duchamp alla Zappa di Joseph Beuys fino allo Squalo sotto formaldeide di Damien Hirst: i nuovi linguaggi dell’arte appaiono, talvolta, a chi non sia esperto bizzarri e incomprensibili. Eppure attingono (anche) dal mondo reale.

Sull’argomento abbiamo rivolto alcune domande ad Alice Zannoni,  giovane critica d’arte e curatrice indipendente vicentina, nonché autrice del volume “L’arte contemporanea spiegata a mia nonna”, pubblicato da NFC Edizioni.

Un breviario agile e simpatico, alla portata di tutti, per capire e amare gli ultimi cent’anni di storia dell’arte.

Ecco l’intervista alla affettuosa nipote di nonna Zita.

Alice, come le è venuto in mente di spiegare l’arte contemporanea a sua nonna?

L’idea è nata da una necessità: quella di comunicare. La primavera scorsa stavo leggendo in cortile un libro che parla di mercato dell’arte e che esemplifica il paradosso con lo Squalo ( valore:12 milioni di dollari) di Damien Hirst. Poco dopo mia nonna si siede accanto a me, anche lei intenta nella sue letture, e mi passa un santino. Io lo leggo e le rispondo che le parole sono molto belle, ma non ho potuto contraccambiare il gesto con ciò che stavo leggendo io. Come potevo interagire con lei parlando di uno squalo, morto, sotto formaldeide che è un’opera d’arte e vale una cifra inimmaginabile? In quell’istante un vuoto emotivo ha aperto la faglia che è diventata lo stimolo per avvicinare le nostre diverse realtà. Tra le nostre rispettive sponde esistenziali ho fatto scorrere il progetto di un libro, dedicato all’argomento, incanalando le nozioni in piccole lezioni vis a vis che sono diventate un appuntamento di grande intensità.

Di fronte a tante opere contemporanee (dai tagli di Fontana alle tele bianche di Robert Ryman) talora il primo pensiero è “Potrei (ri)farlo anch’io!”…

Il mio libro vuole essere proprio un antidoto al “son capace anche io” oppure ancor più al “tanto l’arte non la capisco” entrambi atteggiamenti che oggettivamente sono comprensibili se chi proferisce parola è completamente avulso dalla conoscenza della materia. Comprensibili ma non giustificabili perché sono affermazioni dettate dalla totale nescienza. Il sapere permette di centrare il punto di vista e giudicare con consapevolezza. Ciò non significa accettare e “bere” tutto quello che l’arte propone, significa acquisire una predisposizione all’apertura che oggi manca ai più semplicemente perché l’arte passa come una cosa per pochi eletti. Servirebbe un po’ di buona volontà per non stare arroccati nelle rispettive posizioni. In fondo l’arte è un incontro.

Lei, infaticabile “osservatrice contemporanea” e fondatrice della fiera SetUp Contemporary Art Fair che si tiene a Bologna da cinque anni, può senz’altro tracciare un identikit anche anagrafico dei frequentatori e collezionisti di gallerie e mostre…

“Frequentatori” e “collezionisti” sono due categorie  diverse. La seconda è per lo più consequenziale alla prima, ma non necessariamente. Il bacino più ampio di “nuovi collezionisti” si può individuare nella fascia di età tra i 20-35 anni, ma non ci sono limiti né preclusioni. Dal punto di vista anagrafico non ci sono controindicazioni per “incontrare” l’arte…meglio iniziare presto!

Infine, una mostra che ha visitato con sua nonna…

Nonna Zita, con tutti i pellegrinaggi che ha fatto, si è sempre circondata di arte e il “vettore religioso” l’ha posta nella condizione di essere in contatto con la bellezza dell’arte del passato; il passaggio all’arte contemporanea ha una data ben precisa e coincide con la prima edizione di SetUp Contemporary Art Fair nel 2013. È venuta tutti gli anni con un approccio sempre curioso e senza pregiudizi. Non potendo dedicarle tutto il tempo per farle da guida, dopo un po’ la lasciavo sola, libera di visitare in autonomia la fiera. Dopo un po’ i galleristi hanno cominciato a dirmi: “Ho conosciuto tua nonna, che carina!”. E io mi domandavo come facessero a sapere che quella signora era mia nonna. Ho scoperto poi lei entrava negli stand presentandosi così: “Sono la nonna dell’Alice…mi spiegate?”. In cinque anni è come se avesse visto un concentrato di almeno un centinaio di esposizioni!

di Paola Stefanucci

No comments

Bandiera lilla

Dopo le Bandiere blu per i comuni con mare e spiagge pulite, le Spighe verdi per i comuni rurali attenti all’ambiente e alla sostenibilità, ecco le Bandiere ...