La salute del cuore passa per la tavola

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Nella cornice di uno stile di vita sano la corretta alimentazione è fondamentale per il benessere cardiovascolare. Lo affermano i cardiologi sulla base degli attuali studi scientifici

Nel bene e nel male la nutrizione influenza la salute del cuore. Una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari sarebbe remunerativa in termini umani e sociali, anche perché ridurre la morbilità e la mortalità cardiovascolare resta una sfida prioritaria della Medicina del Terzo Millennio.

Ma qual è il cibo gradito al muscolo infaticabile che, battendo nel petto, pompa la vita? Sull’argomento abbiamo “carpito” alcuni consigli a Davide Terranova (nella foto), autore del volume Nutri il tuo cuore (Tecniche nuove), in cui ci rivela l’alimentazione per allontanare il pericolo di infarto cardiaco, ictus cerebrale, ipertensione. In proposito il cardiologo e nutrizionista ha altresì lanciato la rappresentazione multimediale di divulgazione scientifica Lo Spettacolo del Cuore, replicato fino ad oggi in quasi cento teatri italiani (ingresso libero) e, con il supercuoco Franco Ruggero, il format di educazione alimentare per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, “Cardiochef”, itinerante nei migliori ristoranti italiani.

Dottore, stiliamo una lista di cibi “salva-cuore”?

Esistono cinque cibi che insieme riducono statisticamente del 99% il rischio di malattie cardiovascolari: i cereali integrali, il pesce azzurro, la frutta secca, i legumi, la verdura (e frutta). Meglio se assemblati in un piatto unico, anticipato dalla verdura che va sempre consumata prima dei pasti principali.

Perché sono da preferire i cereali integrali?

Perché contengono la vita. Ossia la funzionalità “terapeutica” del chicco intero. Dentro il germe, che viene brutalmente tolto dal chicco raffinato, ci sono decine di nutrienti per il cuore: polifenoli, vitamina E ed altri antiossidanti, omega 3, etc. Eliminarlo, vuol dire privarci dei suoi benefici.

Il cereale più gradito al cuore?

L’avena, senza dubbio. Contiene, infatti, una fibra utile all’apparato cardiovascolare: il beta-glucano. La fibra (almeno 30 grammi al giorno) produce notevoli benefici in generale al nostro corpo. In particolare 3 grammi di ß-glucano contenuto in 60 grammi di avena integrale, hanno dimostrato inequivocabilmente di abbassare le Ldl (cosiddetto erroneamente “colesterolo cattivo”) fino al 20%, i trigliceridi fino al 12% e aumentano le Hdl (lipoproteine “benefiche” che smaltiscono le Ldl in eccesso) fino al 7,5%. Tutto ciò in due o tre fette di pane preparato con farina di avena.

di Paola Stefanucci

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Febbraio  2019)

 

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