La gioia ai corti di lunga vita

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Tante emozioni al MAXXI di Roma per la premiazione del concorso di cortometraggi Corti di Lunga Vita. Il vincitore è stato il corto Amarcord sal mèn, di Dorin Valeriu Mihai. Il premio 50&Più invece è andato a L’Artista, corto di Marcello Mamini. Il Concorso ha riunito più generazioni,con un’età dei premiati dai 22 agli 80 anni

La gioia è nei gesti che richiamano alla memoria la gioventù e l’infanzia, è nel privilegio di aver trascorso la propria vita con la persona amata, è nel ritrovarsi e nel riconoscersi, è in un incontro che rigenera la vita. La gioia è amore e, spesso, passa prima dal dolore. Queste alcune delle interpretazioni date al tema Viaggio all’origine della Gioia, al centro della seconda edizione del concorso internazionale di cortometraggi Corti di Lunga Vita. Organizzato dall’Associazione 50&Più e dal suo Centro Studi, ogni anno propone un tema diverso per offrire più punti di vista e prospettive sull’invecchiamento, l’anzianità e l’esperienza.

La Gioia è stata la proposta di quest’anno, intesa come stato piuttosto che come momentanea condizione emotiva, nel contesto individuale come in quello sociale. La finale, con la conduzione della giornalista Alessandra Rissotto, si è tenuta al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. A decretare i vincitori la Giuria tecnica composta dal Maestro Pupi Avati (presidente), Lidia Ravera (scrittrice e giornalista), Lina Pallotta (fotografa e docente), Marco Trabucchi (geriatra) e Anna Maria Melloni (direttore del Centro Studi 50&Più).

A vincere la seconda edizione del Concorso è stato il corto Amarcord sal mèn (mi ricordo con le mani), del regista di origine romena Dorin Valeriu Mihai, 38 anni. Fotografo e fotoreporter, da 19 anni in Italia, vive a Rimini. «Le persone che compaiono in video – ha spiegato l’autore – non sono attori, ma un gruppo di anziani che hanno partecipato a un laboratorio curato dal Movimento Centrale Danza & Teatro, nello spazio del Meeting Center di Riccione e condotto col Metodo Hobart®, una pratica a sostegno del mondo interiore per farne emergere la bellezza». Movimenti semplici, come il lavoro, i giochi di infanzia, i gesti di affetto per i propri cari, vengono richiamati alla memoria. I ricordi diventano piccole poesie gestuali. “Nella delicatezza delle riprese e nell’efficacia del bianco e nero vi è una quantità enorme di cinema: in quella serie di volti, di dettagli, in quelle mimiche, soprattutto in quei sorrisi”, si legge nella motivazione della Giuria tecnica. Fino a due anni fa, Mihai faceva il gommista, poi ha scelto di focalizzarsi sulla sua personale ricerca artistica, fotografica e cinematografica.

Secondo gradino del podio per Partenze, del giovanissimo regista (22 anni) Nicolas Morganti Patrignani, di San Clemente (Rn). Il cortometraggio, già vincitore del San Benedetto Film Fest 2018, racconta di Ludovico che ha accettato la difficile scelta di sua moglie malata di porre fine alle sue sofferenze. «Ho deciso di raccontare il difficile tema dell’eutanasia, di grande attualità, scegliendo come protagonisti due anziani perché l’aver condiviso un’intera vita insieme rende questa scelta più sofferta e difficile», ha affermato Nicolas Morganti Patrignani. Ma in questo cortometraggio, che è il primo realizzato da Nicolas, non c’è solo il tema della morte e del dolore: «C’è l’amore, c’è la gioia nell’aver potuto trascorrere la propria vita con la persona amata». Coinvolgente e delicata l’interpretazione dei due protagonisti, due attori molto noti, Valeria Cavalli e Giorgio Colangeli.

 

di Luisella Berti

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Gennaio  2018)

 

 

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