Io viaggio da sola

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Le ragioni sono varie: c’è chi vuole ritrovare se stessa, chi desidera mettersi alla prova, chi non ha voglia di adattarsi alla tabella di marcia decisa da altri. Uno studio inglese fotografa la nuova tendenza delle donne, italiane comprese: girare per il mondo in solitaria. E un sito Web raccoglie le loro testimonianze

C’è chi infila a tempo di record il minimo indispensabile in uno zaino e chi riempie meticolosamente la valigia al motto di “non si sa mai, meglio prenderlo, potrebbe servirmi”. C’è chi va vicino e chi lontano. Chi non bada a spese, chi fa di tutto per risparmiare puntando sul low-cost. Chi pianifica le giornate nei minimi dettagli, chi lascia spazio al caso e accoglie l’imprevisto con un sorriso. Le vedi andare, tornare, ripartire. Le vedi pienamente realizzate solo quando stanno in movimento: gli aerei, i treni, le navi, i pullman sono il loro habitat naturale. Sono libere, autonome, felici e amano tutte viaggiare alla stessa maniera: da sole. Non ci stanno proprio però a essere considerate asociali. Perché il loro scopo non è quello di isolarsi dal mondo ma, al contrario, di immergersi pienamente nei luoghi che scelgono di visitare.

Sono sempre più numerose le donne che preferiscono girare per il mondo in solitaria e che considerano il viaggio più un’esperienza personale che una vacanza da condividere con la famiglia o con gli amici. Il fenomeno non è passato inosservato alla compagnia area British Airways, che ha voluto fotografare questa nuova tendenza in 8 Paesi del mondo, tra cui Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, India, Germania, Italia, Brasile e Cina. Così è nato lo studio Global Solo Travel Study, una delle prime e più esaustive indagini sull’argomento.

«I risultati della ricerca e le informazioni acquisite informalmente dal nostro equipaggio attestano l’aumento di così tante donne che hanno scelto di sperimentare destinazioni a lungo e corto raggio da sole», ha dichiarato Claire Bentley, Managing Director di British Airways Holidays.

In molti casi, negli ultimi anni, le prenotazioni per posti singoli in aereo sono effettuate da donne. Dall’indagine inglese emerge che il Belpaese è perfettamente al passo con i tempi. Alle italiane viaggiare da sole piace, eccome: lo ha fatto almeno una volta nella vita il 63% delle intervistate e ha intenzione di farlo nei prossimi anni il 73%.

Ma perché la sola compagnia del bagaglio, valigia o zaino che sia, è considerata da molte donne la migliore?

«Le ragioni che spingono una donna a partire senza altri compagni di viaggio sono varie. C’è chi, banalmente, non ha trovato nessuno con cui andare e si è lanciata nel provare un’esperienza in solitaria. C’è, invece, chi vuole voltare pagina dopo la fine di una relazione, lasciandosi alle spalle tutti i ricordi, o chi ha bisogno di cambiare aria per ragioni più drammatiche come un lutto. Ma c’è anche chi è in cerca di se stessa e ha voglia di mettersi alla prova. Si viaggia in tutti i modi, per periodi lunghi o brevi, ospiti di alberghi o di ostelli, andando alla ventura o programmando l’itinerario con estrema precisione. Si prende e si parte, in compagnia solo di se stesse a tutte le età», racconta Dana Dona-to, cofondatrice del progetto viaggiodasolaperché.com, un punto di ritrovo sul Web per donne che partono senza nessuno a fianco e che conta più di 16mila iscritte.

di Adelaide Vallardi

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Marzo  2019)

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