Il Paese Ritrovato, a Monza un progetto innovativo per chi è affetto da Alzheimer

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E’ stato innagurato a Monza Il Paese Ritrovato, la cittadina per persone con Alzheimer e con demenza. Una vera e propria cittadina con vie, piazze, giardinetti, negozi, il teatro, la chiesa, la pro loco, l’orto e gli appartamenti. Un progetto innovativo che rivoluziona il modo di intendere la cura e l’assistenza e che offre alle persone malate di Alzheimer e di demenza  la possibilità di vivere la propria autonomia residua in libertà e al tempo stesso di usufruire della necessaria assistenza e protezione.

Progetto innovativo con una solida base scientifica, che trova la collaborazione del Politecnico di Milano, della Fondazione Golgi Cenci e del CNR (Centro Nazionale Ricerche).

Oltre agli operatori specializzati, al personale sanitario che accompagnerà la vita degli ospiti, un sistema tecnologico avanzato ed innovativo  aiuterà a monitorare in maniera non invasiva, ma con efficacia la vita del villaggio.

Ogni dettaglio della cittadina è stato studiato, progettato e realizzato in funzione dello stato della persona malata. Un progetto che assicura una vita il più possibile confortevole ed adeguata alle esigenze della persona con demenza.

Una ricerca che ha interessato la scelta dei colori, delle luci, degli arredi. Sono state installati appositi sistemici domotici e impianti tecnologici compatibili con lo stato cognitivo delle persone malate. Oltre agli arredi e agli ambienti, anche gli aromi e profumi intervengono nel processo di cura e assistenza. Profumi che rimandano all’ambiente naturale, che richiamano ricordi positivi e che possono incidere sull’umore e sullo stato d’animo.

«In poco meno di un anno e due mesi abbiamo costruito Il Paese Ritrovato – afferma con entusiasmo Roberto Mauri, direttore della Cooperativa La Meridiana– abbiamo superato tutti gli ostacoli e in tempo record siamo riusciti a far sorgere la struttura. Un progetto innovativo, che avrà importanti effetti sia sul piano della cura sia a livello scientifico. Sul piano della cura – prosegue Mauri – ci attendiamo che le persone colpite da un progressivo calo cognitivo possano vivere meglio e con minor stress; mentre dal punto di  vista scientifico la comunità accademica e gli esperti sono molto interessati a capire quale sarà l’effetto de Il Paese Ritrovato sulla persona malata e sulle relazioni familiari. Un progetto che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione di tanti cittadini, di molti donatori, di enti pubblici e privati che hanno aderito a questa causa e che ringraziamo di cuore. Il Paese Ritrovato è un bene della città, del territorio – conclude Mauri – un luogo concreto per proseguire la sfida alla malattia del secolo e diventare importante punto di riferimento per persone e famiglie  che hanno subito e subiscono i pesanti effetti  della malattia».

Il Paese Ritrovato ospiterà 64 persone sorge su un un’area di oltre 14 mila mq, di cui 5350 mq calpestabile (parte costruita). Ci saranno nuove assunzioni (55 circa nuovi posti)  con adeguata ed apposita formazione.

«Non si tratta di trovare una cura specifica – afferma Mariella Zanetti, Geriatra de La Meridiana– ma di consentire alle persone con demenza e con  Alzheimer di poter disporre della propria autodeterminazione, e di poter gestire la propria quotidianità  in un ambiente consono ed adeguato alle proprie esigenze. Il fatto di essere in grado di vestirsi, fare la spesa, andare in chiesa o a teatro, rende la persona capace di ritrovare le dimensioni fondamentali della propria quotidianità cioè la dimensione fondamentale della vita».

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