Il galateo è una cosa seria

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Non sempre ne  teniamo conto. Eppure, nel paesaggio umano le buone maniere – in famiglia, a scuola, sul luogo di lavoro; ovunque – sono una “necessità” per la convivenza civile. Tant’è che il mondo cambia, ma il galateo non tramonta. « Il galateo, infatti, altro non è che il risultato della perfetta sintesi tra buonsenso e logica, caratteristiche che rivestono  stabilità nel tempo e nello spazio, al di là di correnti, mode, trend o Facebook»: afferma Laura Pranzetti Lombardini,  apprezzata autrice di vari libri sull’argomento. A Laura Pranzetti Lombardini abbiamo chiesto, tra l’altro, alcuni suggerimenti di bon ton – dall’uso del pronome allocutivo di cortesia, lei, alla stretta di mano: gesti (di riverenza) semplici ma carichi di cultura, memoria, civiltà.

Cop Ritratto di Signora CS5_5.inddL’osservanza delle buone maniere è, generalmente, perlopiù permissiva in famiglia e inderogabile (o almeno tale dovrebbe essere) nella vita di relazione. Laura Pranzetti Lombardini, che ne pensa?

Anche in famiglia le regole vadano rispettate. Il galateo è un codice di regole che servono per migliorare la qualità della nostra vita e per stare bene con gli altri, sempre in virtù del rispetto e della coerenza, regole fondamentali. Se tolleriamo che un figlio ci manchi di rispetto, dobbiamo essere certi che lo farà anche fuori. Le mamme della generazione precedente alla nostra dicevano che bastava uno sguardo per farci stare buoni, ora non più, ma l’autorevolezza genitoriale è necessaria: i NO sono impopolari e faticosi. Pretendere di non portare il cellulare a tavola e privilegiare la conversazione è uno dei punti base perché, si sa, la tavola è uno dei momenti di maggior aggregazione. E stare composti è un ottimo biglietto da visita, a qualsiasi età.

Nelle presentazioni e/o nei saluti, quali parole e/o comportamenti decaduti, sebbene definiti con precisione dal Galateo, sono, ad esempio, da ripristinare?

Ripristinare i Grazie, Per favore, Prego sarebbe una gran cosa, un ottimo investimento che torna con gli interessi. Mai esordire col Salve che è sospeso tra il Buongiorno e il Ciao. Anche nelle email va dimenticato. È sempre meglio rivolgersi col Lei, poi la persona più grande, più importante, la signora può proporre il Tu, ma non è necessario. Mantenere quel cristallo trasparente tra individui è spesso utile. Al momento delle presentazioni è la persona più importante che riceve la notizia del nome dell’altro ma sarà lei a porgere la mano per prima. Non si dice Piacere, perché non sapete se lo sarà… conviene sorridere guardando negli occhi. Al momento del commiato, invece, è corretto salutarsi con “è stato un piacere” se lo è stato realmente.

 La stretta di mano è da preferire all’abbraccio tra colleghi/e?

Senza dubbio. Perché abbracciarsi e baciarsi? Siamo lì per lavorare. Invece, per un influsso anglosassone, nello stesso ambiente di lavoro è consigliabile il ‘tu’ se il livello professionale è lo stesso.

Cambiamo argomento. Parliamo di stile nell’abbigliamento. Dia alcuni consigli alle signore (ultra)cinquantenni per essere eleganti.

Mai strafare e mai rincorrere la ragazza che siamo state. Ci sono infinite proposte per tutti i portafogli ma è sempre l’equilibrio d’insieme che decreta lo stile. Assecondare il proprio corpo, non indossare gonne sopra il ginocchio, scollature generose, tacchi vertiginosi sono delle regole di buon senso, più che di Galateo.Ogni età è stupenda, basta capirlo. Col sorriso.

di Paola Stefanucci

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