I piani di risparmio a lungo termine

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Introdotti con la Legge di Stabilità 2017, i Piani Individuali di Risparmio contribuiscono ad aumentare gli investimenti nelle aziende italiane mediante il risparmio delle persone fisiche

La legge di bilancio 2018, come quella del 2017, ha previsto un regime di non imponibilità dei redditi di capitale e di redditi diversi di natura finanziaria, derivanti da investimenti operati tramite Piani Individuali di Risparmio (Pir) a lungo termine, nonché un regime di non imponibilità per l’imposta di successione. Per il Ministero dell’Economia e delle Finanze è una consistente incentivazione fiscale del risparmio di lungo termine finalizzata a: offrire maggiori opportunità di rendimento alle famiglie; aumentare le opportunità delle imprese di ottenere finanziamenti per investire e favorire lo sviluppo dei mercati finanziari nazionali.

Quest’opera di bilanciamento tra obiettivi di politica economica ed esigenze di tutela del risparmiatore è realizzata subordinando l’incentivo tributario alla creazione di un “contenitore” fiscale, denominato Pir, idoneo ad accogliere tutti gli strumenti finanziari esistenti sul mercato retail, purché l’insieme di tali strumenti sia posseduto per un determinato periodo di tempo minimo e sia assemblato secondo criteri di legge. Le vigenti disposizioni dettano le regole per gestirli e veicolare il risparmio delle persone fisiche, residenti fiscalmente in Italia, verso le imprese attraverso il canale degli operatori professionali. La condizione di soggetto residente in Italia deve sussistere al momento della costituzione (o trasferimento) del piano per cui l’investitore deve autocertificarla con apposita dichiarazione all’intermediario del Pir. La legge non prevede limiti minimi all’età dei titolari e dispone che il Pir si costituisca con la destinazione di somme o valori attraverso:

  • un rapporto di custodia o di amministrazione, anche fiduciaria, esercitando l’opzione per l’applicazione del risparmio amministrato;
  • un rapporto di gestione di portafoglio, esercitando l’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato;
  • uno “stabile rapporto” con un intermediario abilitato, esercitando l’opzione per l’applicazione del regime del risparmio amministrato;
  • la stipula di un contratto di assicurazione sulla vita o di capitalizzazione che rispettino i requisiti di investimento richiesti dalle norme. In tal caso non è richiesta l’opzione per il regime del risparmio amministrato, non essendo le imprese di assicurazione tra i soggetti abilitati all’applicazione di detto regime fiscale.

L’esistenza di uno stabile rapporto sussiste anche senza un formale contratto di custodia o di amministrazione, come nel caso di un “deposito virtuale” o una “rubrica fondi” sempre che si tratti di titoli, quote o certificati che non formano oggetto di autonoma circolazione senza l’intervento dell’intermediario. Pertanto, la costituzione di un Pir può avvenire anche sottoscrivendo quote o azioni di un Oicr che rispetti i requisiti richiesti.

La costituzione del piano deve avvenire tramite operatori professionali, quali:

  • gli intermediari residenti e le stabili organizzazioni di intermediari esteri, abilitati all’applicazione del regime del risparmio amministrato;
  • le imprese di assicurazione residenti nel territorio dello Stato;
  • le imprese di assicurazione non residenti, che operano nel territorio dello Stato tramite una stabile organizzazione o in regime di libera prestazione di servizi con nomina in Italia di un rappresentante fiscale, scelto tra i predetti soggetti residenti che svolgeranno gli adempimenti previsti assumendo il ruolo di sostituto d’imposta.

L’importo investito non può superare, complessivamente, € 150.000, con un limite di € 30.000 per anno solare. Tuttavia, non è previsto un arco temporale prefissato per raggiungere il tetto massimo complessivo in quanto è consentito destinare importi inferiori a € 30.000. In tale caso, ciò che non è investito in un anno, può esserlo negli anni successivi, rispettando sempre il limite annuale.

 

di Alessandra De Feo

 

(Tratto da 50&Più, nr. 5- Maggio  2018 – Tutti i diritti riservati)

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