I giovani si schierano contro l’odio sul web

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Dare vita ad un Web più pacifico ed inclusivo, eliminando – o perlomeno arginando – il fenomeno degli “haters da tastiera”. È questo l’obiettivo di “#SilenceHate – Giovani digitali contro il razzismo”.

Si tratta di un progetto che mira a combattere la diffusione sulla rete di discorsi di istigazione all’odio nei confronti dei migranti e delle minoranze, attraverso un percorso di educazione ai media dei giovani. Realizzato grazie alla sinergia tra il Centro Zaffiria e Cospe onlus, il progetto è stato presentato durante le giornate dell’Internet Festival di Pisa (11-14 Ottobre), ed ha visto la messa online del portale www.silencehate.it.

L’hate speech online è un fenomeno preoccupante al giorno d’oggi e, in Italia, la percentuale di ragazzi che vivono esperienze negative navigando sul Web è aumentata dal 6% nel 2010 al 13% nel 2017.  Ed oltre il 30% dei giovani dichiara di aver visto su Internet messaggi d’odio o commenti offensivi contro individui o gruppi attaccati per il colore della loro pelle, la loro nazionalità, la loro religione.

Il progetto mira a fornire ad insegnanti, educatori e giovani gli strumenti di analisi e quelli operativi per riconoscere e combattere questo fenomeno online, accendendo i riflettori sul valore positivo della diversità, promuovendo la cultura del rispetto.

È soltanto attraverso l’educazione ai media dei giovani, infatti, che si può sconfiggere l’istigazione all’odio razziale, e la scuola è in prima linea ed ha il dovere di affrontare questo fenomeno, collegandolo all’esperienza concreta degli studenti, sollecitando il loro ragionamento e la loro attivazione positiva.

Il sito mette anche a disposizione una serie di materiali scaricabili: giochi di carte per spegnere gli incendi verbali, esercizi sui titoli dei giornali, giochi di ruolo con simulazione di conversazioni online, attività di decodifica degli stereotipi e tanto altro. Uno strumento dunque che vuole essere utile per le persone impegnate nel dare vita ad un Web più pacifico ed inclusivo.

Partito nel marzo 2018 il progetto, della durata di un anno, vede impegnate le scuole dislocate sul territorio del Veneto, dell’Emilia Romagna, della Toscana e della Campania.

di Romina Vinci

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