“Hell in the cave”, l’Inferno di Dante è tornato nelle Grotte di Castellana

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Per me si va ne la città dolente,

per me si va ne l’etterno dolore,

per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore:

fecemi la divina podestate,

la somma sapienza e ’l primo amore.

Dinanzi a me non fuor cose create

se non etterne, e io etterno duro.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate

Una voce narrante rivela l’accesso alla “città dolente”, mentre il pubblico percorre il tunnel che porta alla Grave, la voragine profonda sessanta metri, ingresso naturale delle Grotte di Castellana.

Due Demoni Gemelli accolgono i visitatori nell’Inferno, in una rivisitazione sdoppiata della figura di Caronte. Così comincia Hell in the cave, versi danzanti nell’aere fosco, la rappresentazione più innovativa e coinvolgente del capolavoro dantesco.

Sin dall’inizio il pubblico è immerso nella scena, vive lo spettacolo insieme agli artisti, attori, ballerini e acrobati, che rappresentano i dannati; diventa parte integrante di un luogo suggestivo che si sposa perfettamente con i versi, ancora oggi così attuali.

L’Inferno messo in scena fra pareti sotterranee formatesi fra i novanta e i cento milioni di anni fa, non stravolge l’universo di Dante, ma ne modifica la struttura: i dannati sono tutti insieme, e non separati nei famosi gironi, e il pubblico deve convivere con loro, quasi a condividerne le pene. I personaggi rappresentati sono i più famosi: c’è Minosse, giudice degli Inferi con le lunghe budella, Brunetto Latini relegato in una bolla, Pier delle Vigne nella selva dei suicidi trasformato in pianta, Ciacco tra i golosi, tormentato da una pioggia di fuoco, i Simoniaci con le gambe all’aria e il corpo conficcato nella roccia, il Conte Ugolino nel ghiaccio, in lotta con l’arcivescovo Ruggieri, Paolo e Francesca, Ulisse e infine Beatrice che si incontrano sospesi in aria. E poi Lucifero, che chiama a raccolta i suoi demoni.

Questa rivisitazione contemporanea dell’Inferno lo rende accessibile al pubblico, e lo attualizza in maniera originale ed emozionante, raccontando l’umanità e l’eternità dei vizi, ancora oggi gli stessi del Medioevo.

Hell in the cave, nato nel 2008, è stato definito il più grande show aereo sotterraneo del mondo, e finora ha portato nelle Grotte di Castellana, scoperte esattamente ottant’anni fa dallo speleologo Franco Anelli, oltre 30 mila spettatori. L’ultima replica in ordine di tempo è stata lo scorso 17 febbraio, e ora si attende il calendario estivo con le prossime date. Da non perdere.

 

Per info:

http://www.hellinthecave.it/

www.grottedicastellana.it

 

di Ilaria Romano (testo e foto)

 

 

 

 

 

 

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