Gli Anni Novanta

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Archiviati i rampanti anni Ottanta, i Novanta fanno i conti con una seppur embrionale sobrietà, figlia dei problemi della globalizzazione. Sono gli anni in cui si inizia a capire che nessuno è più in grado di indicare una nuova via di benessere, come era invece stato negli anni Ottanta. Nel 1992, intanto, l’Europa si raccoglie intorno al trattato economico e politico di Maastricht.

Nasce l’Unione Europea

Nella seconda metà del decennio la Comunità economica europea diventa Unione europea e accoglie tre nuovi Stati – Austria, Finlandia, Svezia – mentre Norvegia e Svizzera, tramite una petizione popolare, non aderiscono.
Nel ’95 si costituisce l’Autorità nazionale palestinese.
Nel ’96, mentre la Cecenia lotta per la propria indipendenza, viene eletto presidente Boris Eltsin. Il mondo è scosso da una bomba dell’Ira proprio mentre si stanno svolgendo i campionati europei di calcio e da un attentato terroristico durante le Olimpiadi di Atlanta.
Il 1998 lascia il segno con eventi di portata globale: papa Giovanni Paolo II che va in visita a Cuba dove incontra Fidel Castro; l’ex dittatore cileno Augusto Pinochet viene arrestato dalla polizia spagnola.
Nell’anno successivo, in Russia, viene eletto Vladimir Putin e nell’Unione europea arriva l’euro.

Guerra e pace

Molto cambia negli anni Novanta. E’ il decennio delle guerre intestine, quello in cui – nel 1991 – nella Jugoslavia avviene una terribile pulizia etnica e iniziano a nascere i primi Stati indipendenti: Slovenia e Croazia si sganciano dalla Federazione Jugoslava. Alle porte della neonata Ue, la Nato interviene con i caschi blu in Bosnia, ma il genocidio della popolazione musulmana da parte dei serbi non ha fine.

Stessa frammentazione anche nell’Unione sovietica dove a staccarsi sono le repubbliche baltiche di Estonia, Lettonia e Lituania ma anche Ucraina, Bielorussia, Armenia, Turkmenistan e Tagikistan. Sul versante opposto dell’Atlantico, gli americani liquidano il repubblicano Bush ed eleggono il democratico Bill Clinton, mentre a nessuno sfugge come al suo fianco ci sia una donna forte – Hillary Clinton – che qualcuno già immagina possa succedergli alla Casa Bianca.

Mani pulite

Intanto, dalle nostre parti, il 1992 segna l’avvento dell’inchiesta Mani pulite che scoperchia un sistema di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti ai più alti livelli. Delle inchieste si occupa un pool di magistrati della Procura di Milano guidato dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli e dal vice Gerardo D’Ambrosio del quale fanno parte Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Tiziana Parenti e Ilda Boccassini. Dal capoluogo lombardo le indagini si allargano all’intero territorio nazionale sconquassando la politica italiana e spazzando via politici anche di calibro internazionale – memorabile il lancio di monetine contro Bettino Craxi davanti a un hotel romano. La Seconda Repubblica, complice la discesa in campo di Silvio Berlusconi, si prepara al debutto.

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