Fra vecchie e nuove rottamazioni

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Il Decreto Legge n. 129, del 23/10/2018, prevede un’importante agevolazione: lo stralcio dei debiti fino a 1.000 euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010

PARTENDO DALL’articolo PRECEDENTEMENTE pubblicato su dicembre 2018, continuiamo ad esaminare alcune disposizioni contenute nel Decreto Legge del 23/10/2018, n. 119, entrato in vigore il 24/10/2018 che, per poter avere effetto, dovrà essere convertito in legge nei termini previsti (60 giorni). In caso contrario, decadrà automaticamente con efficacia ex tunc. Nell’attesa che ciò accada, andiamo ad esaminare l’articolo 4 del Decreto in questione che si interessa dello “Stralcio dei debiti fino a euro 1.000 affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010”. La disposizione prevede un’importante agevolazione, attinente l’automatico annullamento dei debiti di importo residuo che, alla data di entrata in vigore del Decreto, ammontino fino ad euro 1.000, importo comprensivo di: capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la domanda di rottamazione (di cui al precedente articolo 3, oggetto del nostro articolo di dicembre u.s.).  La norma in esame stabilisce, inoltre, con la massima chiarezza, i diversi aspetti connessi a detta agevolazione e, in particolare, prevede che:

  • le somme versate anteriormente alla data di entrata in vigore del presente Decreto, restino definitivamente acquisite;
  • le somme versate, dalla data di entrata in vigore del presente decreto, siano imputate alle rate da corrispondersi per altri debiti eventualmente inclusi nella definizione agevolata anteriormente al versamento, ovvero, in mancanza, a debiti scaduti o in scadenza. In assenza anche di questi debiti, le somme sono rimborsate, ai sensi dell’articolo 22, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del Decreto Legislativo 13 aprile 1999, n. 112. A tal fine, l’agente della riscossione presenta all’ente creditore richiesta di restituzione delle somme, eventualmente, riscosse dalla data di entrata in vigore del presente Decreto e fino al 31 dicembre 2018, riversate ai sensi dello stesso articolo 22 del decreto legislativo n.112 del 1999. In caso di mancata erogazione nel termine di 90 giorni dalla richiesta, l’agente della riscossione è autorizzato a compensare il relativo importo con le somme da riversare.

Sono esclusi dalla definizione i debiti risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

  1. a) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
  2. b) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  3. c) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  4. d) le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali;
  5. e) alle risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014;
  6. f) all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.

 

 

 

a cura di Alessandra De Feo

(Tratto da 50&Più, nr. 1 – Gennaio  2019 – Tutti i diritti riservati)

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