Felini in pericolo, i predatori siamo noi

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Clima, bracconaggio, traffico illegale, distruzione habitat. Queste le minacce per tigri, leoni, leopardi delle nevi, giaguari, linci e gatti selvatici

Questi animali sono più di un semplice “bel musetto”: sono predatori al vertice delle catene alimentari e salvarli significa proteggere un’intera e complessa rete vitale. Per spiegare come la tutela dei grandi felini possa allo stesso tempo garantire risorse essenziali per le persone che ne condividono il territorio, un esempio vale per tutti: l’habitat del leopardo delle nevi, un felino asiatico abituato agli ambienti estremi dell’Asia, è lo stesso da cui nascono i 7 più grandi fiumi asiatici che garantiscono la sussistenza di oltre 3 miliardi di persone. La sua salvezza è strettamente legata anche alla conservazione di quei territori estremi.

Stesso valore ‘natura’ anche per la tigre, del tutto sconosciuto: come benefici alle comunità locali, sicurezza idrica e molto altro, una sola tigre in India è ‘responsabile’ di un benefit di oltre 103 milioni di dollari nei suoi primi 10 anni di vita, che includono anche introiti dei parchi per ingressi, alloggio, tasse e servizi. Una tigre può “impiegare” in modo efficace oltre 3.000 persone locali calcolando gli operatori coinvolti nel turismo sostenibile.

Sabato 3 marzo l’ONU ha celebrato la Giornata mondiale della fauna selvatica, di cui il WWF è partner internazionale, e l’emergenza lanciata per questa edizione è la conservazione dei grandi felini. Tigri, leoni, linci, giaguari, leopardi delle nevi, gatti selvatici: sono circa 40 le specie di felini che popolano quasi tutti i continenti, ma alcuni più di altri sono gravemente in pericolo.

Le minacce per i grandi felini sono distribuite sul pianeta a ‘macchia di leopardo’: la distruzione degli habitat, il conflitto tra popolazioni e animali selvatici e il bracconaggio stanno provocando veri e propri crolli di intere popolazioni di queste meravigliose creature e spesso il pericolo  si presenta in modo  impensabile.

Uccisi per vendetta, leopardi delle nevi in pericolo. Oltre ai cambiamenti climatici, che stanno riducendo l’habitat di questo grande felino asiatico, molti allevatori si vendicano della perdita del loro bestiame uccidendo centinaia di esemplari di leopardo (Panthera uncia).
Non solo armi da fuoco, in Asia ne uccidono di più i cavi delle bici. Fili e cavi come quelli usati nelle biciclette infatti vengono nascosti tra il fogliame sotto forma di lacci mortali: è questa una piaga che sta dilagando in Asia e che colpisce in particolare i grandi felini. Nelle pianure orientali della Cambogia la media è di 4 trappole per km quadrato. Secondo i dati del WWF, i rangers che sorvegliano gli habitat delle tigri raccolgono ogni anno centinaia di migliaia di trappole mortali dalle aree protette dell’Asia e questa è probabilmente solo la punta dell’iceberg.

Tigri di allevamento, come camuffare il commercio illegale. Oggi si stima che siano rimaste appena 3.900 tigri (Panthera tigris) in natura in tutta l’Asia, in un territorio vastissimo, dai paesaggi innevati della Russia alle giungle tropicali dell’Indonesia. Più del doppio invece, almeno 8.000, sono le tigri segregate negli allevamenti di Cina, Thailandia, Laos e Vietnam. Ogni parte della tigre, dai baffi alla coda, è ancora molto richiesta per prodotti medicinali o status symbol e spesso questi vengono commerciati illegalmente: per questo la pratica dell’allevamento provoca gravi conseguenze per la popolazione selvatica che sopravvive in natura, dato che continua ad alimentare la domanda di prodotti di tigre.

Leoni in carne e… ossa scambiati per prodotti di tigre. La rarità della tigre in natura rende sempre più difficile soddisfare la domanda incessante di prodotti illegali derivati da questa specie: recentemente si è scoperto che le ossa del leone (Panthera leo) vengono usate come surrogato, data la somiglianza nella densità ossea delle due specie. Oltre ad alimentare la domanda di prodotti selvatici illegali, questa escalation del mercato sta creando un’ulteriore minaccia per i leoni, una specie che ha visto i numeri crollare di oltre il 40 per cento nelle ultime tre generazioni a causa della perdita di habitat e dei conflitti con le popolazioni locali.

Il “nemico” del giaguaro: allevamenti di bestiame minacciano il più grande felino d’America. Il giaguaro (Panthera onca), il felino più grande del continente americano, attualmente vive in meno della metà del suo habitat storico, sebbene il suo carattere elusivo ne renda difficile una stima accurata. La distruzione dei suoi territori, dovuta alla bonifica di terreni per far spazio a grandi allevamenti di bestiame e piantagioni industriali di soia, canna da zucchero e  palma da olio, è una grave minaccia per la sopravvivenza della specie, insieme alla crescente domanda di ossa e altri prodotti.

I felini di casa nostra: linci e gatti selvatici. Chi li ha visti? Forse vivono ancora meno di 10 esemplari di lince (Lynx lynx) in tutta Italia, provenienti in gran parte dalle più abbondanti popolazioni slovena e svizzera: un numero davvero esiguo per una specie così importante negli equilibri dei territori naturali. Un altro felino altrettanto elusivo è il gatto selvatico (Felis silvestris): per questo animale, sebbene più comune della lince, mancano ancora censimenti esaustivi. La tecnologia però può aiutare, come l’utilizzo di fototrappole e di campionamenti genetici per verificarne la presenza.

 

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