Fabrizio Frizzi? Dinamico, spontaneo, ironico

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Così lo ricorda Giada Valdannini, che lo intervistò per 50&Più.

Intervistare Fabrizio Frizzi fu una piccola scoperta. Di quelle che capitano quando si ha a che fare con un volto noto (è alta la probabilità che appaia diverso da come lo si vede alla televisione, in genere, in senso peggiorativo!).
Non mi stupirono, dunque, gentilezza e garbo – cifre sue, evidentemente personali -, quanto piuttosto una divertente spontaneità: dinamica, spigliata, potentemente ironica, caratteristiche che, televisivamente, non gli avevo mai associato. Il là venne dal comune lavoro alla radio: per lui, legato agli esordi.
Mi raccontò di quale palestra pazzesca fosse stata l’emittente romana con cui aveva debuttato e di quanto il ritmo dell’FM non te lo togli più di dosso. E fu proprio il ritmo sostenuto di quella conversazione a farmi prendere coraggio: «Posso dirle una cosa?». «Dimmi». «Lei alla televisione è peggio che di persona. In diretta sembra infagottato dentro quel garbo che fa trasparire poco e niente della sua spontaneità».
Si mise a ridere: «Cara Giada, sono uno che combatte con la propria timidezza da quando sono venuto al mondo. Me la faccio sotto finché non è finita la diretta e solo allora riesco a tirare un sospiro di sollievo: “Anche stavolta è fatta”. Ma me la devo proprio conquistare, ogni volta, quella serenità».
Una volta uscito il pezzo, mi mandò un messaggio: «Cara Giada, grazie per il tuo splendido lavoro!!!». In quei tre punti esclamativi ritrovo il brio che, talvolta, il garbo nasconde.

di Giada Valdannini

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