Dottor “internet” e la salute digitale

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Secondo l’Agcom, nel 2019, salute e medicina sono rimasti in terza posizione fra i temi della disinformazione online. Attenzione quindi…

Oggi lo spazio dell’informazione coincide con lo spazio della rete, di internet, anche quando si parla di salute. In Google, il motore di ricerca di gran lunga più utilizzato al mondo, i naviganti di tutto il mondo effettuano circa 3,5 miliardi di ricerche ogni giorno, e almeno 7 su 100 riguardano proprio la salute. E in Italia? L’85% degli italiani cerca attivamente informazioni sulla salute in internet, oltre 1 su 4 partecipa a forum o chat, 1 su 5 si rivolge a esperti online e ai social network (Ricerca GfkEurisko 2015).

Ma con quali effetti?

LA SALUTE DIGITALE FA BENE O FA MALE?

La possibilità di accedere in tempo reale, ovunque siamo, ad informazioni importanti per la salute nostra e dei nostri cari è un’opportunità straordinaria. Web e social network possono aiutare a spezzare l’isolamento di chi è malato, condividere il sapere medico, agevolare i rapporti con il servizio pubblico, ridurre le disuguaglianze e l’emarginazione. Nell’era digitale, però, a fare la differenza è naturalmente la qualità scientifica, etica e comunicativa dei contenuti. È evidente la facilità con cui si diffondono notizie false, esagerate o fuorvianti su terapie, fattori di rischio, modalità di trasmissione delle malattie. Con conseguenze anche drammatiche per chi vi si affida.

a cura di Fondazione Umberto Veronesi

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di luglio/agosto 2019)

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