Doniamo esperienza ai giovani

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Ebbene sì, ho autorizzato l’esposizione della mia immagine, spontaneamente sorridente, anche se il sorriso moltiplica le rughe, con questa didascalia «Sono un Kaumatua perché…».

Ho completato così, scrivendo sui puntini di sospensione: «Sono un Kaumatua perché so insegnare ai giovani quello che so, soltanto se imparo dai giovani quello che non so».

Vi state chiedendo chi sono i Kaumatua? Ve lo spiego come l’hanno spiegato a me: i Kaumatua sono gli anziani che nelle tribù Maori (Indigeni della Nuova Zelanda) hanno il compito di guidare le giovani generazioni, di insegnare quello che ritengono importante, di tramandare cultura, etica, tradizioni.

In Italia, una tipa simpatica che si chiama Odile, mi ha contattata per partecipare ad una campagna per l’affermazione di un progetto bellissimo: trasformare tanti anziani pigri e spenti, tanti pensionati che non sanno dare un senso ad una vita senza lavoro, in Kaumatua, cioè donne e uomini maturi che mettono parte del loro tempo, della loro intelligenza e della loro esperienza, a disposizione delle generazioni venute al mondo dopo di loro, anche molto dopo.

Sì, lo so, è quello che i nonni fanno con i loro nipotini, ma il valore aggiunto è farlo per i nipotini degli altri, uscendo dai confini della famiglia che non è più quella di una volta, allargata, inclusiva con un posto per tutti e al vertice il più vecchio o la più vecchia, ma, sempre più spesso, una famiglia stretta, magari composta da una persona o due, un nido di solitudini, dove ci si sfiora frettolosamente, senza il tempo mentale né reale per prendersi cura l’uno dell’altro.

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Febbraio  2019)

di Lidia Ravera

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