Dall’acqua, la vita

0

Era il 1992 quando le Nazioni Unite vollero dedicare una giornata all’elemento fondamentale per la vita dell’uomo e di tutto il pianeta: l’acqua. E fu così che venne istituita la Giornata Mondiale dell’Acqua, che in tutto il mondo si celebra il 22 marzo. Una ricorrenza da ricordare non soltanto a parole ma con gesti concreti perché l’acqua è essenziale per dissetarci e per proteggere la nostra salute, ma anche come sostentamento economico e sociale.
Oggi, nel mondo, ci sono oltre 663 milioni di persone che vivono senza un approvvigionamento idrico nelle loro abitazioni; in molti trascorrono ore in fila per poter avere dell’acqua potabile, in tanti camminano per chilometri per arrivare a pozzi d’acqua senza avere, comunque, la sicurezza che essa non sia contaminata.
Il cambiamento climatico, con inondazioni alternate a siccità, ha acuito la crisi idrica, aggravata dalla trascuratezza degli ecosistemi, che vedono le “risorse verdi” costituiti da aree verdi sempre più in diminuzione.
Piantare nuove foreste, ricollegare i fiumi alle pianure alluvionali e ripristinare le zone umide riequilibrerebbe il ciclo dell’acqua e migliorerebbe la salute.
A tal proposito, il Wwf, ha sottolineato la stretta relazione tra ecosistemi forestali, qualità dell’acqua e salute umana rendendo nota una ricerca che dimostra come i bambini che vivono in bacini fluviali con maggiore copertura arborea abbiano meno probabilità di ammalarsi di diarrea, la seconda causa di morte tra i piccoli sotto i cinque anni.
Lo studio Upstream watershed condition predicts rural children’s health across 35 developing countries, finanziato dallo stesso WWF, è stato condotto dall’Università del Vermont su 300.000 bambini in 35 paesi distribuiti tra Africa, Sud-Est asiatico, Sud America e Caraibi. I dati mostrano come con un aumento del 30% della copertura di alberi nei bacini idrici rurali si abbia un effetto paragonabile al drastico miglioramento delle condizioni igieniche. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, è la prima capace di quantificare la connessione tra il buono stato delle foreste dei bacini idrografici e la salute dei bambini su scala globale.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la morte di 1 bambino su 4 sotto i cinque anni è attribuibile alle cattive condizioni igieniche e ogni anno si stima che 361.000 bambini muoiano di diarrea a causa del cattivo accesso all’acqua pulita, ai servizi igienici e alla mancanza d’igiene in generale. Questo studio ha utilizzato i big data: 30 anni di indagini demografiche e sanitarie raccolte da USAID, 150 variabili per 500.000 famiglie.

L’effetto foreste sull’acqua

L’effetto foreste sull’acqua è spiegato dalla loro capacità di raccogliere e captare le risorse idriche, depurarle rendendole potabili e adatte al consumo umano. Eppure, nonostante questa intuitiva correlazione (supportata anche da significative ricerche) gli habitat dei bacini idrografici sono in condizioni estremamente critiche; basti pensare che solo tra il 1970 e il 2012 abbiamo perso l’81% della fauna selvatica d’acqua dolce.
La distruzione delle foreste e, conseguentemente, il loro importante ruolo nel ciclo dell’acqua e nei sistemi idrogeologici, rafforza la portata e l’intensità di alluvioni, dei dissesti, della desertificazioni e della siccità. È come una delicata catena che, se spezzata, produce devastazioni con un effetto a domino sia su scala locale (disastri ambientali) sia su scala globale (cambiamento climatico).
Questa stretta relazione tra foreste, bacini idrografici e comunità locali vale anche per il nostro paese: in Italia la qualità dell’acqua che beviamo è strettamente collegata alla qualità degli ecosistemi dei bacini idrografici che la forniscono.
I bacini idrografici in buone condizioni ecologiche e con ecosistemi forestali ben conservati contribuiscono alla sicurezza del territorio e delle persone, contro eventi climatici estremi (tempeste, ondate di calore, siccità) e disastri idrogeologici (frane, alluvioni, etc.).

No comments

Paolo Conte, professore ad honorem

Ritorno in ateneo per Paolo Conte che oggi verrà insignito all’Università di Parma, la stessa dove si laureò in Giurisprudenza nel 1962, della laurea honoris ...