Così ti rimetti in gioco dopo i 50

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I dati Istat dicono che sono il 30% in più i lavoratori della fascia 45-55 che perdono il posto e devono ricominciare da capo a un età in cui si pensa alla stabilità.

Giuseppe Zafferano, presidente di Associazione Lavoro Over 40 spiega: “Le aziende sono attratte dagli incentivi per l’assunzione dei giovani, così per i più “anziani” è difficile trovare una nuova occupazione.” Chi perde il posto fisso in età matura, è spesso costretto a cercare un piano B.
Cetti Galante, Amministratore delegato di Intoo, società che si occupa processi di sviluppo e transizione di carriera suggerisce: “Bisogna pensare in maniera flessibile per non restare ancorati a vecchi modelli che non funzionano e ritrovarsi isolati. Il 54% di chi viene lasciato a casa ha più di 45 anni, per cui reinvertarsi una professione a questa età non è impossibile se si parte con l’atteggiamento giusto”.
Le testimonianze di chi si è riciclato con successo aiutano al cambiamento. L’esempio di Luca Paudice, 48 anni, da imprenditore a fotografo.  Luca ha avuto l’umiltà di un ragazzino. “Ho ricominciato, totalmente, daccapo. All’inizio prendevo lavori pagati poco per farmi conoscere oppure entravo nelle agenzie immobiliari a propormi a fotografare le case”.

Lidia Falzone, 51 anni. Da dirigente a consulente. Lidia afferma: “Ho perso la certezza di uno stipendio fisso, ma ho guadagnato la libertà di decidere del mio tempo libero. Ho analizzato le mie esperienze in campo lavorativo e personale. Ne è uscita una lunga lista di competenze da sfruttare. Per rafforzare le più deboli ho cercato libri, corsi, associazioni che mi potessero aiutare”.

Così ti rimetti in gioco dopo i 50, Donna Moderna, n° 42, anno xxx1, 2018, pp.126-127

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