“Dietro le quinte” di 50&Più

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Quando si ha tra le mani un giornale, sia che lo si legga distrattamente o lo si assapori pagina per pagina, non si ha la consapevolezza di quanto impegno ci sia dietro ad ogni articolo, ad ogni trafiletto, ad ogni colonna; un lavoro accurato, quasi certosino, fatto di controllo dei testi, di spazi, di proporzioni, di immagini. Un’accuratezza che a 50&Più è rimasta intatta nel tempo, nonostante l’evolversi della tecnologia, perché la professionalità delle persone che operano in redazione va al di là dei computer e dei software. Ed è un lavoro corale, fatto di collaborazione, condivisione, scambio.

La realizzazione di una rivista inizia nelle periodiche riunioni di redazione, quando il direttore editoriale, il direttore responsabile e i giornalisti stilano l’elenco degli argomenti che andranno a comporre il numero.
Questo è il momento più importante per una testata, è la “la fucina delle idee”, il vaglio delle proposte. È qui che si decide il tema di un’inchiesta, di un reportage, si valuta se un servizio deve occupare tre, quattro o una singola pagina. Si propongono i personaggi da intervistare e si valuta la copertina del mese. Bisogna dare alla rivista “il ritmo giusto” e trattare le sue pagine come note di una melodia che si va a comporre: alternare articoli brevi a quelli più lunghi, amalgamare gli argomenti, inserire pagine pubblicitarie, i giochi, le rubriche. Ogni cosa al proprio posto.

Lavorare ad un mensile è più complicato di quello che può apparire. Oggi, con i nuovi media, l’informazione vola, e dal momento che 50&Più viene realizzato almeno con un mese d’anticipo rispetto alla data di uscita, gli argomenti affrontati non possono puntare esclusivamente sulla stretta attualità, compito a cui sono designati i quotidiani e ancor più le testate online. Un mensile deve affrontare i fatti presenti da un altro punto di vista, quello dell’approfondimento, deve vedere i problemi da diverse angolazioni e offrire al lettore nuovi spunti su cui riflettere. Un’accurata pianificazione che, però, non è possibile mettere in pratica, se il mondo è colpito da eventi unici nel suo genere. La tragedia delle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, per esempio, è stato uno di questi.

Quel giorno, il numero di 50&Più di ottobre era pronto per andare in stampa, ma non si poteva certo ignorare una tragedia che si prospettava di enormi proporzioni. Ma cosa scrivere su di una rivista, che sarebbe andata nelle case dopo un mese se, a poche ore dalla tragedia, le notizie su ciò che era accaduto, erano ancora frammentarie? Si decise che il tema dovesse essere il futuro e il ruolo che gli over 50 avrebbero avuto nella ricostruzione di un Paese così gravemente colpito e sulla responsabilità dei senior nel guidare le nuove generazioni a tale compito. In poche ore furono realizzati gli articoli con le interviste, scelte fotografie inedite per corredarli, dedicata la copertina alla tragedia e sostituite le prime dieci pagine della giornale con i nuovi argomenti. E così, 50&Più poté arrivare ai suoi lettori il mese successivo alla tragedia, dando di essa una diversa chiave di lettura.
La scelta dei temi di un numero, però, è solo il primo passo; quando gli articoli arrivano in redazione, la realizzazione del giornale entra nel vivo.

Impaginare, limare i testi, fare i titoli, i catenacci, i sommari, le didascalie sono tutte operazioni che vanno ripetute su ogni pagina.
C’è, poi, la scelta delle immagini con cui corredare un servizio. Le fotografie sono il sale di un articolo, il suo biglietto da visita. Le immagini, da sole, devono riassumere ciò che il testo scritto racconta, perché si sa, una foto vale più di mille parole. Moltissimo è cambiato in quarant’anni, aiutati in questo dalla tecnologia; e così, oggi, che la società ha scoperto il mondo senior, prima di riuscire a trovare le foto più adatte, è necessario vagliarne qualche centinaio.
Quando l’impaginazione è completa e testi e fotografie armonizzati, si passa alla preparazione per la stampa. Pellicole, lastre d’alluminio e fotolitisti fanno ormai parte della storia; oggi, con la stampa digitale, i protagonisti sono i computer, i software di grafica, i files e i tecnici specializzati che controllano minuziosamente i colori delle foto e la leggibilità dei testi.
Lo stampatore riceve i files per via telematica, e una volta ottenuto dalla redazione il famoso “Ok, si stampi”, procede all’avvio delle rotative, all’allestimento delle riviste stampate e alla loro spedizione nelle case.

Ma la fase più importante di tutto il ciclo lavorativo è il giudizio di voi lettori, delle vostre lettere, i suggerimenti, i tanti apprezzamenti che ci danno la carica e ci spronano a fare sempre meglio.
Lettere e telefonate con le quali si elogia il nostro lavoro equivalgono agli applausi a scena aperta per una compagnia teatrale alla fine della recita: ci confermano che abbiamo fatto un buon lavoro. Ma “l’abbraccio” dei lettori non si limita solo a questo. C’è chi ci racconta i piccoli accadimenti della propria vita, chi ci rende partecipi dei propri hobbies e ci parla dei nipoti e dei figli. E c’è chi ci mette a parte delle amicizie che ha intrecciato attraverso 50&Più ma anche dell’amore sbocciato tra le righe della rubrica per cuori solitari, presente da anni sulla rivista. Un altro segno del cambiamento innescato da 50&Più e che conferma che con noi non si è mai soli.

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