Cadute in casa: prevenirle si può, si deve

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Tappeti, potenziali ostacoli, gradini, illuminazione insufficiente… Sono tanti i fattori che incidono sul rischio cadute all’interno dell’ambiente domestico, evenienza che, spesso, induce il malcapitato a vivere una sensazione di insicurezza e fragilità. Le soluzioni ci sono, dai piccoli accorgimenti pratici all’aiuto di centri specializzati

Gli incidenti domestici ammontano a 4,5 milioni ogni anno e il 40% è rappresentato dalle cadute: questi sono i dati riportati dall’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro. Le principali vittime di questi episodi sono donne, bambini e anziani, specialmente in ambienti come cucina, bagno, camere da letto e rampe di scale. Nonostante il rischio di cadere per gli anziani sia più alto fuori casa che all’interno delle mura domestiche, il 76,9% delle cadute domestiche riguarda proprio gli over 65. «La caduta può provocare forte preoccupazione nell’anziano, fino a tramutarsi in una vera e propria sindrome chiamata fear of falling (paura di cadere)», spiega il professor Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria. «La paura di cadere limita lo stile di vita: si compiono delle rinunce sulla quotidianità diminuendo le uscite fuori dall’ambiente domestico e si vive una sensazione di fragilità».

Ma quali sono i fattori che causano questi incidenti? Il professor Trabucchi distingue tre tipologie: «Una prima causa è ambientale: la caduta avviene dopo essere inciampati o aver colpito un oggetto sporgente o ingombrante. In questi casi, la caduta è conseguenza di una minor capacità di reazione che può presentarsi o aggravarsi in età anziana. Un’altra tipologia frequente e preoccupante è quella delle cadute notturne, che si verifica quando la persona si alza durante la notte senza prendere le dovute precauzioni, come sedersi a bordo del letto e alzarsi con calma. Questo porta a un calo di pressione e alla perdita di equilibrio. Queste cadute spesso sono dovute a farmaci che causano ipotensione ortostatica e, quindi, crolli della pressione arteriosa.

L’ultimo tipo di cadute è a base fisiopatologica ed è collegato a problematiche cardiovascolari o cerebrovascolari che possono portare ad una sincope, uno svenimento improvviso con perdita di coscienza. Le principali conseguenze delle cadute in ambiente domestico sono contusioni, ferite e fratture: tra le più gravi troviamo la frattura del femore, che comporta un intervento chirurgico, una degenza ospedaliera e una successiva riabilitazione. Questo può portare a una rottura di continuità e al cosiddetto colpo di vecchiaia: se prima dell’incidente la vita era lineare, dopo la frattura può verificarsi un’accelerazione del processo d’invecchiamento».

 

di Anna Maria Melloni    Centro Studi 50&Più

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Marzo  2019)

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