Benvenuti nel club: qui non si legge da soli

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I classici della letteratura, i gialli, la fantascienza. Ogni gruppo ha le sue preferenze, ma per tutti vale la stessa regola: la lettura è un piacere da condividere

Le autobiografie, i romanzi storici, i gialli, la fantascienza. L’amore, la paura, gli affetti della famiglia, il dolore. E poi l’avventura, i viaggi, le scoperte. Tre, cinque, dieci titoli per ogni argomento. Un incontro al mese: tè, pasticcini, quaderni per gli appunti, emozioni da condividere, opinioni da scambiare, nuove interpretazioni su cui riflettere. Parliamo dei gruppi di lettura, i club per gli amanti dei libri che prosperano nelle biblioteche e nei circoli culturali del Belpaese. Leggere sembra sia diventata un’attività di gruppo. Abbiamo deciso di analizzare questo fenomeno insieme al professor Giovanni Solimine, direttore del Dipartimento di Lettere e Culture moderne dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Nascono come funghi, nelle grandi città e nei piccoli centri, dal Trentino alla Sicilia. Questi club di lettori tanto in voga sono rifugi per una specie in via d’estinzione? Oppure il segnale di un rinnovato interesse per la lettura?

Un po’ tutte e due le cose. Si tratta senz’altro di un fenomeno in crescita, in alcuni luoghi più che in altri, ma senza dubbio in forte espansione in tutta Italia. Mantova, con oltre 70 gruppi di lettura, è la provincia con il maggior numero di iniziative di questo tipo. Si tratta di luoghi, generalmente organizzati all’interno delle biblioteche, dove i lettori forti amano ritrovarsi per discutere insieme di ciò che leggono e dove i lettori meno esperti possono avvalersi dei suggerimenti e dei consigli di chi ha una maggiore consuetudine con i libri.

Perché i gruppi di lettura hanno tanto successo?

Innanzitutto credo che vada sottolineato che ciò dimostra che non è vero che la lettura è un piacere solitario. Leggere è sicuramente un atto individuale, ma è forte anche la spinta alla condivisione dell’esperienza. Ne sono testimonianza anche i tanti gruppi di lettura sui Social Network, primo tra tutti Anobii. Comunità di appassionati di libri, commentano le loro letture, che poi è anche un modo di parlare di se stessi. E così si spiega la fortuna di questi club del libro, che sono anche dei gruppi di riflessione, che finiscono spesso col discutere delle esperienze, delle emozioni, dei problemi dei componenti, andando ben oltre i libri letti.

Come funziona un club del libro?

Generalmente i gruppi di lettura sono una delle tante iniziative proposte dalle biblioteche per promuovere la lettura. Gli iscritti si incontrano periodicamente e commentano insieme il libro che hanno appena letto, suggerito dal coordinatore del gruppo o scelto di comune accordo. Spesso si scelgono dei filoni di lettura, che vengono portati avanti per un anno intero, cercando anche di uscire dal mainstream e, a volte, selezionando autori emergenti ancora poco noti al grande pubblico.

Nell’era digitale la lettura è diventata anacronistica? I giovani leggono ancora?

Le statistiche dicono che in assoluto i giovani leggono più degli adulti. Ma dicono anche un’altra cosa: che negli ultimi anni tra i giovani si è registrata una riduzione del numero di lettori superiore a quella registrata tra gli adulti. Nella fascia di lettori più giovani c’è stato un calo di 7-9 punti

di Giovanna Dall’Ongaro

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Gennaio  2018)

 

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