Come nasce 50&Più? Ve lo raccontiamo in queste pagine: “Benvenuti tra noi!”

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Sono trascorsi quarant’anni da quando il primo numero di 50&Più è andato in stampa. Un traguardo che festeggiamo insieme con voi, aprendo le porte della redazione e presentando il team che da anni lavora alla rivista con passione e professionalità

«Sa qual è il nostro progetto? Diventare la rivista di tutte le persone anziane, entrare in tante case a far compagnia ad un numero sempre crescente di uomini e donne con i capelli bianchi. Vogliamo informarli, aiutarli a capire meglio il mondo che li circonda, mostrare loro che la vita non termina quando te ne vai in pensione… Anzi, è proprio quando la routine finisce che inizia la vita, quella vera, senza più obblighi, orari da rispettare e cartellini da timbrare. Ma con questo non vogliamo dire che bisogna mettersi seduti in poltrona a guardare la tv. Al contrario. Liberarsi del lavoro è il momento adatto per regalarsi ciò che si è sempre desiderato, è il periodo giusto per aprire quel cassetto nel quale, da anni, stanno rinchiusi desideri e sogni a cui è tempo di dare consistenza. È il momento di fare esperienze diverse, vedere nuovi paesi, viaggiare. Lei che è giovane, sa quante persone, per così dire di una certa età, viaggiano? E quante vanno a ballare? Sa in quanti si dedicano a scrivere racconti e poesie?».
No, veramente non lo so… viaggiare, ballare? Ma non sono cose da giovani? Mentalmente passo rapidamente in rassegna le persone anziane che conosco; in effetti sono molto attive, ma tra l’essere attive, e andare a ballare ce ne vuole. E poi, diciamo, in questi Anni ’80 chi porta i capelli bianchi può al massimo aspirare alla panchina nei giardinetti e al viaggio alle terme per curare l’artrosi e gli altri malanni dovuti al tempo che passava…
«Ecco, lo vede? Il mondo di noi anziani non inizia e finisce su di una panchina ai giardinetti o al campo di bocce; i nostri desideri e le nostre aspirazioni sono altri. E con 50&Più vogliamo dimostrare la forza di chi non è più giovane ma ha ancora tanto da offrire, vogliamo far crescere la consapevolezza di quanta energia inespressa c’è in ognuno di noi. Insomma, vogliamo far sentire la voce degli anziani nella società, perché noi non siamo un abito stropicciato da dismettere ma alberi ancora carichi di gemme e di frutti. Quando abbiamo mandato in stampa il primo numero di 50&Più, abbiamo creato un progetto editoriale unico in Italia. Ora vogliamo offrirgli maggiore visibilità, aumentarne il numero di pagine e, come già detto, entrare nelle case di molte famiglie. Allora, vuole lavorare a questa rivista e aiutarci a farla crescere?».
Le parole dell’allora direttore di 50&Più, Paolo Bartoli, mi colsero di sorpresa; ero stata scelta per entrare a far parte di un team di psicologi che dovevano lavorare ad un nascente centro d’ascolto per anziani e ora mi si prospettava l’impiego presso la redazione di una rivista per anziani.
Ma come si fa a lavorare per un giornale destinato a chi ha i capelli bianchi, se non si hanno neanche 30 anni? «Basta mettersi al posto degli altri. Per ogni argomento deve chiedersi “può interessare agli  ultracinquantenni?”e pensare come loro. Semplice». In realtà, in quel momento stavo pensando a quanto bizzarro può essere il destino: in fondo anch’io avevo un sogno nel cassetto (diventare giornalista) e la laurea in psicologia mi facilitava il quotidiano immedesimarsi nell’altro. Aprii il personale cassetto dei sogni, accettai l’incarico e iniziò la mia vita nella redazione di 50&Più, tra articoli da scrivere, impaginati da correggere, giornalisti da incontrare. Gli anni si succedevano e la rivista cambiava il suo volto.
Le foto che corredavano gli articoli, inizialmente soltanto in bianco e nero, pian piano venivano sostituite da quelle a colori, mentre il numero delle pagine cresceva, andando a costituire numeri sempre più corposi.
Eravamo il primo mensile che mostrava l’altro volto dell’anzianità, persone vive, vitali, risorse per la società e non problemi.

di Giovanna Vecchiotti

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Maggio 2018)

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