Alta Moda Roma: la sfilata delle muse agè di Marco Rambaldi

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È con l’inconfondibile voce di Monica Vitti, nella sua tormentata interpretazione di “Dramma della gelosia. Tutti i particolari in cronaca”, ad aprire Vogliamo le rose, la sfilata della collezione Autunno/Inverno 2018/2019 del giovane designer Marco Rambaldi presentata durante la manifestazione AltaRoma.
Questo imprinting emotivo ci guida in una collezione/racconto di donne meravigliose, non più giovani ma capaci comunque di essere leonesse, come la modella che sfila coperta da un overcoat di pelliccia finta e vinile, orgogliosa e fiera della sua criniera bianca. Tante le voci che disegnano il pattern della scenografia e della stampa del tessuto, tanti gli episodi dagli anni ’70 ad oggi che scorrono nell’album dei ricordi che registra le battaglie per i diritti delle donne.
La collezione di Marco Rambaldi rivela una duplice anima: un lato ludico e leggero che si nutre di colori e immagini profondamente femminili e una parte impegnata, evoluta e rivoluzionaria, che parte dall’estetica per lanciare messaggi e promuovere istanze profonde di cambiamento. La sua visione trasforma segni e parole in abiti, tra seduzione e impegno civile, dove la donna smette di essere oggetto e diventa soggetto attivo nella costruzione del suo mondo.
La liberazione sessuale dei primi anni Settanta diventa nucleo narrativo e referenza estetica. Le immagini di riferimento – copertine sbiadite, frammenti di poster e fotogrammi ritagliati – si trasformano in pattern di stampa astratta o patchwork iper-decorativi. La collezione raccoglie gli elementi di contrasto che segnano le istanze di cambiamento e li traduce in dettagli e accostamenti: tra denim tecnico e passamaneria in crochet, tra linee essenziali e patchwork iperdecorativi.

I tailleur gessati dal taglio sartoriale e i vestiti bon ton in jacquard si alternano a overcoat in vinile e pelliccia finta, a spolverini in cirè. La maglieria jacquard con i cuori arcobaleno simbolo del brand, così come i ritratti multicolor ispirati alle dive dell’epoca, sono a loro modo simboli del femminismo. Slogan tessuti nelle maglie con una grafica da manifesto, o che ricorda le copertine dei vinili degli anni ’70, restano in bilico tra provocazione e dolcezza. E dicono: “Abbi cura di te”, ma anche “Adults only”.
Quella di Rambaldi è una sfilata manifesto con il grande merito e coraggio di scegliere delle vere outsider, quelle con i capelli bianchi veri, liberi e spettinati, che si lasciano alle spalle il trend a volte ruffiano delle muse agè. Sfilano signore che incedono sulla passerella con un’imposizione alla pazienza, alla lentezza e alla riflessione che è propria di chi giovane non è più, ma che può diventare propria di chi giovane lo è ancora.

di Barbara Di Sarno

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