Adeguamento Antisismico: cosa e come detrarre

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Le spese sostenute per interventi di adeguamento antisismico prevedono detrazioni molto elevate, usufruibili fino al 31 dicembre 2021

Visti i recenti avvenimenti sul territorio nazionale, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fare chiarezza sulla detraibilità Irpef delle spese sostenute per le misure antisismiche, fornendo risposte ai seguenti quesiti:

1) se spetta la detrazione di imposta prevista dall’art. 1-quater del D.L. n. 63/2013, che concerne la detrazione dell’80%, con un tetto massimo di spesa di 96.000 euro, per interventi di demolizione e di fedele ricostruzione, con riduzione di due classi di rischio sismico, delle unità immobiliari nella categoria catastale F/2 (unità collabenti), in quanto danneggiate dal sisma;

2) se, in caso di risposta positiva a tale quesito, la spesa per l’intervento edilizio si possa suddividere tra gli aventi diritto, non in base alle quote di proprietà dell’immobile, ma alle spese sostenute da ognuno;

3) se all’ammontare di dette spese sia applicabile l’aliquota Iva agevolata e, in caso affermativo, in quale misura.

Dopo aver esaminato la normativa fiscale in materia, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato quanto detto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con il parere n. 27/2018: rientrano tra gli interventi di “ristrutturazione edilizia” di cui all’art. 3, comma 1, lett. d) del D.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico dell’Edilizia), quelli di demolizione e ricostruzione di un edificio con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica e – con riferimento agli immobili sottoposti ai vincoli di cui al D. Lgs. n. 42/2004 – quegli interventi di demolizione e ricostruzione che rispettino la stessa sagoma dell’edificio preesistente. Secondo il Consiglio gli interventi di demolizione e ricostruzione, progettati ed eseguiti in conformità alle vigenti norme, sono un’efficace strategia di riduzione del rischio sismico in costruzioni non adeguate. Pertanto, “dal punto di vista tecnico, detti interventi possono rientrare fra quelli previsti dall’art. 16-bis, comma 1, lett. i) Tuir per l’adozione di misure antisismiche”.

In seguito a ciò, l’Agenzia ha ritenuto di rispondere affermativamente al primo quesito, purché si rispettino le condizioni prescritte dalla legge e si tratti di un intervento di ristrutturazione, e non di una nuova costruzione.

Quanto al secondo quesito, come chiarito con la circolare n. 7/E del 2017, l’Agenzia ribadisce che se vi sono più titolari del diritto alla detrazione, questa sia ripartita in base alla spesa effettivamente sostenuta da ciascuno, come attestato dal bonifico di pagamento con il richiamo normativo per la detrazione d’imposta e dall’intestazione delle fatture rilasciate dall’impresa esecutrice. In alcuni casi, il beneficio spetta anche a chi non è intestatario del bonifico e/o della fattura, nella misura in cui abbia sostenuto le spese. A tal fine è necessario che i documenti di spesa (in particolare le fatture pagate) siano integrati con il nominativo del soggetto che ha sostenuto la spesa e con l’indicazione della relativa percentuale.

In merito al terzo quesito, l’Agenzia ha chiarito che, in base al D.P.R. n. 622/1972, alla fattispecie descritta nell’istanza di interpello (demolizione con fedele ricostruzione) è applicabile l’aliquota Iva agevolata del 10% per gli interventi di ristrutturazione, purché le opere siano qualificate come tali dalla documentazione amministrativa dei lavori.

a cura di Alessandra De Feo

 

(Tratto da 50&Più, nr. 6- Giugno  2018 – Tutti i diritti riservati)

 

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