Accendi… la salute!

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Oltre 12,2 milioni di italiani (23,3 per cento della popolazione) non riescono a liberarsi dalla nicotina, minacciando la propria (e altrui) salute. Senza fumo la contabilità dei tumori polmonari (373mila diagnosi nel 2018), e non solo, si ridurrebbe drasticamente.

Smettere non è impossibile…

Sull’argomento abbiamo rivolto alcune domande al responsabile della Pneumologia e direttore del Centro Antifumo presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Roberto Boffi.

Lo pneumologo è altresì autore, con la giornalista Donatella Barus, del libro Spegnila!, edito da BUR Rizzoli: un utile e motivante vademecum per dire addio al tabacco.

Dottor Boffi, il fumo genera dipendenza?

Sì, ma non dalla prima sigaretta, bensì gradualmente con i giorni, le settimane, gli anni… fino a diventare una vera e propria schiavitù da cui è difficile liberarsi.

I fumatori sono vittime di un perverso gioco di marketing sin da giovani. L’iniziazione al fumo sia di sigarette tradizionali sia elettroniche sta diventando sempre più precoce, nonostante il divieto di vendita delle sigarette ai minori.

Su questo fronte quanto pesa il “cattivo esempio”?

L’effetto emulazione è dimostrato da numerosi e autorevoli studi scientifici internazionali. In particolare, dilaga sempre più  la tendenza, specie tra i giovanissimi, ad imitare i cosiddetti “influencer” sui social network.

Due fumatori su tre dichiarano di voler smettere ma di non riuscirci. In tal caso lei, dottore, cosa suggerisce?

Di stabilire una data e provarci seriamente. L’80 per cento dei fumatori riesce a smettere senza alcun aiuto esterno.

Quali i farmaci che possono agevolare l’“impresa”, quando la forza di volontà per raggiungere la disassuefazione non basta? 

Il bupropione, la citisina e la vareniclina risultano farmaci di provata efficacia per la cessazione definitiva. Tra essi la vareniclina, definita impropriamente come il “vaccino” antifumo, è il farmaco che finora ha registrato maggiori successi anche a lungo termine nei pazienti che l’hanno assunta. Risultati dimostrati anche a distanza di due anni. Per questi farmaci è necessaria la prescrizione del medico. Mentre non occorre la ricetta per i derivati o  sostitutivi della nicotina –  veicolati in cerotti, gomme,  caramelle, inalatori, spray sublinguali-  che rientrano nei prodotti da banco e per il cui utilizzo si può chiedere consiglio al farmacista.

Rinunciare alla sigaretta è difficile ma ricadere in tentazione è facile…

Si comincia a fumare per  mille motivi e si ricade per mille motivi: l’amico che ti offre la sigaretta, lo stress, la noia… La ricaduta non deve essere però vissuta come un fallimento. Uno studio scientifico dice che si arriva al successo non prima del quarto tentativo.

Quando possiamo definire “ex”  un fumatore?

Quando l’astensione dal fumo è di almeno un anno. Rispetto ai 12 milioni di persone che fumano, nel nostro Paese gli ex fumatori sono poco più della metà: una cifra che dimostra l’incapacità del sistema sanitario nazionale italiano di rispondere adeguatamente alle richieste di aiuto di chi vuole smettere.   

Secondo lei, quali misure – concrete – di contrasto si potrebbero adottare? 

Aumentare di un euro a pacchetto il prezzo delle sigarette per disincentivarne l’acquisto.

Rendere gratuiti i farmaci antifumo almeno per quei pazienti che sono già ammalati di bronchite cronica ostruttiva e di malattie cardiache. Che sono anche i pazienti che più gravano oggi sulla spesa sanitaria.

Valorizzare e incrementare i Centri Antifumo. Sono solo 360 in tutto il Paese (50 in Lombardia) per 12 milioni di fumatori.

Promuovere iniziative per una migliore formazione sulla prevenzione del tabagismo degli operatori della salute, medici di base e specialisti quali pneumologi, oncologi, cardiologi.

E, infine, più finanziamenti alla ricerca indipendente, ovvero agli studi non sostenuti dalle multinazionali del tabacco.

Infine, dottor Boffi, i sigari o la pipa sono meno nocivi della sigaretta?

Fumare fa  male indipendentemente dal dispositivo  usato: sigarette, pipa o narghilè. Il valore del monossido di carbonio esalato misura il livello di intossicazione e il livello di dipendenza della nicotina. Il “black tobacco” del sigaro espone ad un maggior rischio le prime vie aeree, bocca e gola, rispetto alle sigarette, principali responsabili di bronchiti croniche, enfisema e tumori del polmone.

E per quanto riguarda le sigarette elettroniche?

Le sigarette elettroniche rappresentano  un mercato molto variegato  dai prodotti  selezionati e controllati venduti nelle farmacie a quelli che si trovano nelle tabaccherie o in rete. L’eventuale minore tossicità delle sostanze presenti in questi prodotti, però, non è stata dimostrata in laboratorio da studi indipendenti.

di Paola Stefanuccci

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