AAA vendesi case ad un euro

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Per combattere lo spopolamento dei piccoli borghi alcune amministrazioni comunali hanno scelto la strada della cessione di immobili al prezzo simbolico di un euro. Anche chi non può permettersi investimenti elevati potrà comunque realizzare un sogno o un progetto, a patto che si impegnia ristrutturare in tempi brevi e certi, cioè a due mesi dall’acquisto

Ci sono borghi italiani in cui è possibile diventare proprietari di casa spendendo solo un euro. Non si tratta di uno scherzo ma di un’iniziativa di alcune amministrazioni comunali che hanno deciso di ripopolare questi centri che, sempre meno abitati, rischiano di scomparire. Il progetto, oltre a facilitare l’acquisto di un immobile a chi non può accedere a un mutuo e ha un budget di spesa ridotto, promuove anche la nascita di attività turistiche e imprenditoriali che risveglino l’economia dell’intera area, e che creino un circuito virtuoso.

Le case, che hanno bisogno di ristrutturazioni importanti, sono di proprietà di privati che hanno deciso di liberarsene; in questo modo, possono cederle in donazione ai comuni che, tramite procedura pubblica, le mettono in vendita alla cifra simbolica di un euro.

Chi acquista, oltre a farsi carico delle spese notarili e di accatastamento, si impegna a ristrutturare e rivalutare l’immobile entro un anno, e ha due mesi di tempo per far partire i lavori.

Al momento sono circa una decina i comuni che stanno portando avanti l’iniziativa, distribuiti su tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud, Isole comprese.

Patrica, comune laziale della Valle del Sacco da poco più di tremila abitanti, è stato uno degli ultimi ad aderire in ordine di tempo: attualmente sono oggetto dell’iniziativa 38 edifici, lasciati per anni in stato di abbandono, e oggi offerti al prezzo simbolico per cercare di rivitalizzare il centro storico e combatterne lo spopolamento. Il sito del Comune ospita una sezione dedicata a questi immobili e a tutte le informazioni per partecipare al bando.

Nella Garfagnana sta partecipando all’iniziativa il comune di Fabbriche di Vergemoli, 779 abitanti in provincia di Lucca, istituito nel 2014 dalla fusione di Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Sempre nel lucchese, a Vetriceto, è già stato ceduto a un euro un casolare abbandonato da oltre quarant’anni, che verrà poi suddiviso in cinque appartamenti destinati alla ricettività turistica.

Per restare in Toscana, il comune di Montieri, in provincia di Grosseto, ha deciso di partecipare e salvare il suo centro medioevale, visto che la maggior parte dei proprietari degli immobili non sono residenti, ma eredi di case appartenute ai nonni e mai più utilizzate.

Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, è un altro caso emblematico: qui, a partire dalla fine dell’Ottocento, molti abitanti furono costretti ad emigrare verso l’America e lasciarono le loro case. Da allora non c’è mai stato un vero ripopolamento. I progetti presentati nell’ambito di “Case a un euro” sono stati quattromila, fra i quali l’amministrazione ne ha selezionati un centinaio, anche se al momento nessun piano di lavoro è ancora stato avviato.

 

di Ilaria Romano

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Aprile  2019)

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