A Pasqua dolci sorprese

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Il nome deriva dal greco “pascha”, che a sua volta proviene dall’aramaico “pasah”, il cui significato è “passaggio”.

Ma mentre per gli ebrei, il “passaggio” è l’attraversamento del Mar Rosso, che li portò dalla schiavitù alla libertà, per i cristiani esso ha un altro significato: quello del “passaggio dalla morte alla vita” di Gesù Cristo. Ed è per questo che la Pasqua è considerata la celebrazione della rinascita, della salvezza, della gioia, della pace.

Sono molti i simboli e le tradizioni che, in diverse parti del mondo, accompagnano la Pasqua. Su tutti c’è l’uovo, da cui nasce la vita e, quindi, facilmente assimilabile alla (ri)nascita di Gesù.

L’usanza di dipingere le uova risale ai primi cristiani quando, durante la Quaresima, non potevano mangiarle a causa del digiuno. Per questo venivano bollite, dipinte di rosso (simbolo del sangue di Cristo) e decorate con croci e altri emblemi della cristianità. Un’usanza che si è tramandata nel corso dei secoli, seppur con qualche variazione; in Danimarca, per esempio, vengono dipinte di giallo, il colore della salute, come gialle devono essere le decorazioni della casa, abbellita anche da narcisi (gialli, appunto) e da arbusti a cui vengono appese le uova.

Rami ed alberi carichi di uova anche in Germania, dove con la Pasqua (in tedesco Ostern) si celebra l’arrivo della primavera, simbolo della rinascita della natura. Ma per i bambini tedeschi il giorno di Pasqua è ancora più divertente perché devono ritrovare le uova di cioccolata che i genitori hanno nascosto in casa.

 

 

di Giovanni Orso

 

(L’articolo completo è pubblicato su 50&Più del mese di Aprile  2019)

 

 

Pasqua

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