A Milano la prima mondiale di “Animals” di Steve McCurry

0

Al nuovo Mudec Photo, a Milano, sessanta scatti del grande fotografo dell’iconica ragazzina afgana finita in copertina al “National Geographic” nel 1984,  ci raccontano il rapporto tra gli uomini e gli animali in tutto il mondo.

«È stata una delle storie più drammatiche che mi siano capitate. Stavamo guidando dall’Arabia Saudita a Kuwait City, tra carcasse di auto, residuati bellici, pozzi di petrolio in fiamme. Ero appena fuori città, quando ho visto questo gruppo di cammelli che fuggivano dal fumo, probabilmente in cerca di acqua. Li abbiamo inseguiti in jeep per trovare lo scatto esatto. Ne ho fatti diversi, ma quando ero soddisfatto ci siamo accorti di essere finiti nel bel mezzo di un campo minato. Terrorizzati, ci siamo salvati ritornando indietro esattamente sulle tracce dei nostri pneumatici. In Kuwait l’esercito di occupazione iracheno aveva liberato tutti gli animali, ne ho fotografati molti mentre fuggono. Inoltre i soldati erano entrati nello zoo con il mitra in mano e dato fuoco agli animali, alcuni fuggirono, altri li uccisero, terribile. Una scena apocalittica.»

Così Steve McCurry, uno dei maggiori fotografi viventi, ricorda la situazione in cui scattò nel 1991 una serie di celeberrime immagini che portarono in tutto il mondo la tragedia della prima Guerra del Golfo. L’immagine che vinse l’anno successivo il prestigiosissimo World Press Photo e altre tre sono visibili nella mostra Animals aperta in anteprima mondiale fino al prossimo 31 marzo presso il nuovo spazio Mudec Photo del Museo delle Culture, a Milano.

Sessanta fotografie, tra cui anche quelle famosissime degli uccelli sommersi dal petrolio dello stesso 1991 lungo la costa dell’Arabia Saudita oppure dell’elefante che sembra leggere un libro insieme al suo cornac del 2010 o del guerrigliero afgano seduto a fumare in groppa alla tigre del 1995, mostrano alcuni aspetti del rapporto sempre più complesso tra uomo e natura, in particolare tra uomo e le specie che, come la sua, appartengono allo stesso regno, quello animale.

Un rapporto che può apparire diverso a seconda delle longitudini o latitudini in cui lo si vive, ma che in realtà è quasi sempre il medesimo: un bambino indiano porta al collo come cravatta il suo serpente esattamente come fa il biondone americano nel supermercato di Los Angeles. «Animals ci invita a riflettere sul fatto che non siamo soli in questo mondo», spiega la curatrice della mostra Biba Giacchetti, «ma soprattutto lascia ai visitatori un messaggio: ossia che, sebbene esseri umani e animali condividano la medesima terra, solo noi umani abbiamo il potere necessario per difendere e salvare il pianeta.»

Non solo. Le magnifiche immagini, stampate direttamente dallo studio di McCurry, ci mettono di fronte ogni volta a una storia, raccontata con uno scatto, grazie alla capacità unica dell’artista di entrare in empatia con le persone ponendosi davanti al loro sguardo e di superarlo per contattare direttamente la loro umanità. Il tutto fatto in una splendida bellezza, inquadrature perfette, colori vividi, anche quando il soggetto è drammatico o quando l’animale è solo il palloncino di una bimba imbronciata.

Steve McCurry – Chiang Mai, Thailandia (2010) © Steve McCurry

«Fotografare gli animali è complesso. Con le persone è decisamente più facile, basta metterle a proprio agio, conquistarle un po’ per fare in modo facciano quello che vuoi. Si riesce. Con gli animali devi cogliere quel secondo, l’attimo: a chi vede la fotografia della scimmietta che ho scattato in Uzbechistan, pare lei sia in posa per me, ma è tutto accaduto in tre secondi. Tu devi essere lì, attentissimo. E devi mostrare come sia la gente ad avere un vero rapporto con gli animali che ho fotografato».

Alcune foto della mostra sono molto note, ma per la gran parte sono inedite: quando un fotografo coglie un attimo del reale lo estrapola dal momento, dal prima e dal poi, facendoci pensare a qualcosa che magari non c’era per nulla nel reale, fa sì che ci mettiamo del nostro nel guardare…

«Io racconto delle emozioni. Amo la gente, i bambini, cosa fanno gli uomini, il loro comportamento, la correlazione tra loro, e così il loro rapporto con gli animali. Ho fotografato persone con animali in tantissime parti del mondo, sia cuccioli di compagnia sia fiere feroci, che vanno a spasso da soli come un elefante che ho visto a Katmandu oppure che sono portati in bicicletta a fare dei combattimenti come il cane in Afghanistan. Ne ho trovati tanti nelle mie fotografie, e ho visto che spesso sono in situazioni di difficoltà, di sofferenza. L’uccello preso dal petrolio o il cavallo preso al lazo sono bestie sofferenti, come in fondo lo sono gli uomini, che vivono spesso in situazioni di sofferenza e di difficoltà. È un fatto che mi ha molto colpito e che si può leggere nelle foto.»

Quale foto avrebbe voluto scattare e non le è riuscita?

«Mi capita molte volte, anche nell’ultima settimana è successo, di non essere riuscito a fermare immagini come avrei voluto. Di solito la foto meravigliosa ti capita mentre hai le mani sul volante e non riesci a staccarle. Rimane il dispiacere di non essere riuscito a farla, ma non voglio arrovellarmi per questo: sono situazioni che accadono regolarmente».

di Raffaello Carabini

Info

Mudec Photo
Via Tortona, 56 – Milano
orari: lunedì 14.30 /19.30; giovedì e sabato 9.30/22.30; gli altri giorni 9.30/19.30
biglietto €10; ridotto €8 (over 65, dai 18 ai 26 anni, disabili, insegnanti, militari, forze dell’ordine, gruppi, convenzioni); scuole €5; gratuito fino a 5 anni, giornalisti accreditati, guide e accompagnatori di gruppi, di studenti e di disabile

info: tel.0254917 (lun-ven 10/17); www.mudec.it/ita/steve-mccurry/

 

 

No comments